lunedì 23 dicembre 2019

Uccelli grossi e rapaci e una travestita seriale






Ganimede con Giove Aquila dello scultore danese Bertel Thorvaldsen   Dalla mostra Canova e Thorvaldsen: alle Gallerie d'Italia di Milano dal 25 ottobre 2019 al 15 marzo 2020. (in prestito Dalla Pinacoteca Tosio Martinengo Brescia.)


A Ganimede piacevano gli uccelli grossi e rapaci, e allora Giove per contentarlo ma anche per sfuggire alla sorveglianza alle di Giunone. si traveste da aquila, più che transgender trans specie. Giove in ogni caso era una travestita patologica e seriale, per  trombare tutto quello che gli capitava sotto tiro.

Venere  aveva bisogno di suo figlio Amore , per far innamorare Medea di Giasone,  lo trova a giocare a dadi con Ganimede .Giove Aquila lì in parte gelosissimo, che non facciano altri giochettini. 


Che insomma da allora l’Olimpo resta un gran bel nome per saune e locali equivoci, con dentro un po’ di  tutto, dal camionista che si finge così inascarito da volerlo metterlo  ovunque e schiva tre vistose meretrici  per accoppiarsi con un ragionierino in incognito, fino al nostro Ganimede che mesce Punt e Mes o Ferrochina Bisleri  ad infreddoliti travestiti.  In attesa di improbabile amore nerboruto sposato e benestante.  
E a dirla tutta il danese era meglio se si fermava a fare sovrapporte e tombe che poi erano il suo forte. un tondo con l’aurora alla marchesa poi se perdeva il figlio un angelo piangente con madre velata e riversa tanto non è che suo scalpello potesse fare il corpo in trine avvolto di pietra, era pur sempre dello Jutland .





Ma anche Michelangelo pecca nel tema , l’Aquila del re dell’olimpo sembra una tacchinona  che cerca di sollevare una resdora padana..Che sia l’aquila asburgica con la cuoca sciampista mantovana? Oddio ora ha pure i nobili lembi la sciagurata, E come li chiamerà che gli manca il label?

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