giovedì 10 novembre 2016

Se le messicane fossero bionde. Trump e le immigrate.


Ivana Trump ormai sulla via del botulino

Di Melania Trump si dice scherzando  che non è la first ma la second lady. Perchè la prima lady Trump è stata Ivana Zelníčková. Cos’hanno in comune le due donne oltre ad essere delle strafi belle, bionde, di gamba lunga e con gli occhi azzurri,? Sono entrambe emigrate negli Stati Uniti in età adulta per cercare di darla via più proficuamente che nella loro povera terra di origine.  The first lady Trump Ivana  si sa è nata nell’allora  Cecoslovacchia ed è emigrata prima in Canada poi negli Stati Uniti. Felicemente e riccamente divorziata da Trump è diventata regina dei talk shows e della scena vip internazionale, ha riempito di orgoglio noi italiani sposandosi prima   con  Riccardo Mazzucchelli e poi mettendosi nel  2008 con  Rossano Rubicondi di vent’anni più giovane,  noto per aver partecipato  ai "naufraghi" Vip de "L'Isola dei Famosi" .
L'attuale second first lady, Melania è nata in Slovenia e arrivata in America nel 1996, narrano le cronache, e diventata cittadina solo nel 2006. Suo padre il suocero di Trump era membro del partito comunista Sloveno.
Dal che una ovvia deduzione;Trump non odia gli immigrati, ne ha sposato due. Dovrebbe esserci al muro che pretende di mettere intorno all’America un filtro che fa entrare solo le bionde per migliorare il patrimonio genetico, che sta degenerando verso il meticciato afrolatino,  e compiacere il maschio americano.  Per questo lo vuole mettere al Messico, essendo le messicane scure di pelle di pelo  e come tutte le more, cfr  le siciliane, particolarmente irsute.  
(Sono come si diceva le contraddizione in seno al popolo, anche da noi si parlava tanto contro gli immigrati ma poi andavano con le puttanone  marocchine, il Trota non passava in nessuna scuola del regno italico  e comprava la laurea a Tirana, e i soldi in nero della Lega Lombarda venivano investiti in Kenia… così va il mondo .. tra  il dire e il fare… )
Da questa predilezione di Trump per le slave deriva anche probabilmente la particolare simpatia che ha per Putin e l’invito che gli ha fatto in campagna elettorale ad invadere i paesi baltici e l'Ucraina. Lui non muoverebbe un dito. Anzi  vuole smontare la Nato, e non spendere più nessun soldo per difendere gli altri  sue spese, particolarmente gli europei. ,.  Queste le prime riflessioni .
La seconda è cosa succederà in un mondo in cui c’è Putin in Russia , Trump in America , Salvini o Grillo in Italia, la Le Pen in Francia. Erdogan in Turchia, l’Isis qui  e la, . E Nigel Farage in Inghilterra.
Se questi soggetti sono per definizione isolazionisti protezionisti ognuno padrone in casa propria stop a libera di circolazione di merce e uomini,  Hanno poco da dirsi o da fare trattati e cooperazioni se non quello di non coooperare, non so se mi spiego...
Prendiamo il caso Inghilterra , che ha rotto i ponti con l‘europa,Trump vuole rompere i ponti col resto del mondo , l'Inghilterra che una volta era un ponte tra gli Stati Uniti e l’europa cosa gli resta da fare?, , rimane tragicamente quella che è un’isola, senza ponti.  https://www.theguardian.com/politics/2016/nov/09/brexit-and-trump-could-leave-uk-stranded-between-estranged-allies.

In ogni caso queste le mie modeste proposte ai leader populisti italiani per vincere le prossime elezioni seguendo l’esempio di Trump.

1 reintrodurre il dazio e le pesa pubblica all’ingresso di ogni città, come c’erano una volta. Occorre ovviamente pesare anche ogni macchina che entra ed esce, (come si fa adesso alla discarica pubblica, rallentando un po’ il traffico), per evitare il contrabbando. Questo  permette di attuare il consumo privilegiato di merci a chilometro zero mettendo d’accordo Coldiretti della Lega e quelli di Slow Food. Le merci al di fuori del chilometro zero tassate al 60 %.  L’inflazione aumenterebbe del 40 % per cento ma è quello di cui abbiamo bisogno per far ripartire il prezzo degli immobili , noi piccole proprietarie. Basta imprese Multinazionali come Google  Apple che non pagano le tasse. Bloccare il loro accesso come fa Kim il Sung in Corea del Nord.
2 reintrodurre il servizio militare obbligatorio per tutti; esercitazione tutti gli anni come in Svizzera basta essere difesi dagli altri per essere veramente padroni in casa propria.
3 reintrodurre la servitù della gleba, i contadini non possono lasciare la terra che lavorano e in generale ognuno deve fare il lavoro del padre , cioè applicare le riforme che fece Diocleziano per bloccare il crollo dell’impero Romano (crollato lo stesso) , Basta gente che va e che viene ognuno a casa propria a fare il lavoro che faceva suo padre e nessun altro venga a rubare il lavoro degli altri.
4 cuius regio eius religio. Ogni stato deve avere la propria religione non deve essere tollerata nessun altra. Eretici al rogo. I protestanti di qui i cattolici di là, musulmani  casa loro e non vengano a rompere i coglioni a noi eccheccazzo!.
5 le donne (preferibilmente bionde di origine slava, le messicane respinte in patria) in cucina e a letto Amen.





martedì 1 novembre 2016

Nobel non Oblige (Da Sartre a Bob Dylan ,via Fo)



Paolo Poli ( o un suo personaggio in “Femminilità”) ce l’aveva col tè:
“ Detesto questa bevanda anglosassone che ha permesso a tutti di dare dei parties”  

Paolo Poli

Umberto Eco con Internet, perché ha permesso a tutti di scrivere le proprie cazzute opinioni. Ma aveva una scusa, stava tirando le cuoia e si stava convincendo in maniera determinata  di lasciar dietro di sé un mondo peggiore e pieno di coglioni, così da morire contento senza rincrescimenti. Come prepararsi alla morte: "Convincendosi che tutti gli altri siano coglioni"

Chttp://espresso.repubblica.it/attualita/2016/02/20/news/umberto-eco-come-prepararsi-serenamente-alla-morte-sommesse-istruzioni-a-un-eventuale-discepolo-1.251268

Il poeta, premio Nobel, Montale è ovvio detestava tutti i poeti dilettanti, era un lavoro da lasciare a professionisti come lui e ci doveva essere un numerus clausus per i poeti come per notai e  farmacisti.
Il grande Jean Paul Sartre turista in italia nei primi anni 50 cosa detestava?, ovviamente tutti gli altri turisti. Pensando di essere arrivato fuori stagione ed essere  “l’ultimo turista” questo il significato del titolo del libro  La regina Albemarle o l'ultimo turista ,




appena pubblicato da IL Saggiatore, e scopre di essere il penultimo.  Venezia era piena di turisti Roma anche, ed horreur esclama parodiando la dedica di  Baudelaire ai fiori del male, quando ne vede uno che si intromette tra sé e la visione di una chiesa. .
C’est, horreur, mon semblable, mon frère, il tient un guide Bleu dans sa main gauche et porte un Rolley-Flex en bandoulière.
D'altra parte questa mania generale di volere essere unici e non come tutti gli altri, non è prerogativa solo degli intellettuali , il vecchietto Gianni interpretato dal regista De Gregorio in “ Gianni e le donne “ quando va ai giardinetti col suo cane e si siede sulla panchina e vede un altro pensionato col cagnolino seduto sulla panchina fugge terrorizzato “io non sono come lui”.
La sofisticata prosa, le lunghe complicate riflessioni di Sartre ai tempi di Twitter hanno un piacevole sapore inattuale, illeggibile….
Eppure anche in questa alta retorica si insinua in lui che vuole essere l’unico turista, il tarlo  del già visto, del già detto, e come non è possibile su queste città viste riviste rivisitate… per cui Napoli è la putrefazione e Venezia , città sull'acqua il luogo del riflesso...il cielo caduto nell'acqua, il tempo fermato, senza orizzonti di futuro, parrucche fissate nel tempo...venezia non è mai raggiungibile, è il luogo del non esserci, del non da sein...Venise, c’est là où je ne suis pas 
No non è l’unico turista e sfiora la banalità mescolata con rimasugli filosofici heideggeriani. …
La banalità  bestia nera di ogni intellettuale che si vuole distinguere.
Nel 1961 Hannah Arendt seguì   come inviata del settimanale New Yorker a Gerusalemme il processo Eichmann, evitò la  banalità e la facile indignazione, attribuendo la banalità a Eichman...una geniale mossa semiotica che fece incazzare anche i sopravvissuti , nessuno vuole sacrificarsi e morire per  la banalità,  toglieva significato anche  ai morti….
La Banalità …. Sartre rifiutò il premio Nobel perché ogni anno lo danno a qualcun l’altro. Non sarebbe stato  l’ultimo Nobel.
In realtà nella lettera di rifiuto disse una cosa molto seria:  che un intellettuale non deve essere trasformato in una istituzione.

“Le mie ragioni obiettive sono le seguenti: la sola lotta possibile sul fronte della cultura, in questo momento, è quella per la coesistenza pacifica di due culture, quella dell’est e quella dell’ovest. Non voglio dire che bisogna abbracciarsi – so bene che il confrontarsi di queste due culture prende necessariamente la forma di un conflitto – ma che la coesistenza deve avvenire tra gli uomini e tra le culture, senza l’intervento delle istituzioni.”

Sartre era simbolo dell’engagement, della ribellione  anti sistema del non conformismo, era coerente che non si mettesse lo smoking e andasse  al banchetto dell’accademia svedese con le signore in lungo, diamanti e tiara a fare l'inchino al re discendente del generale napoleonico  Bernadotte, (come fece invece un altro anticonformista italiano Dario Fo, che invece smise in fretta  l’abito di giullare anti sistema  e corse a indossare  quello di buffone della corte di Svezia.  uno dei tanti vestiti che indossò nella sua vita, dalla divisa  di repubblichino a quella  pentastellata) a ritirare un premio nato sulla dinamite
Dal punto di vista mediatico è ovvio, il rifiuto di Sartre fu un successo, fece più rumore dell'accettazione. Fu, in questo l’unico e l’ultimo, la vera distinzione, contraddittoria e paradossale per un comunista che predicava l'assoluta eguaglianza.  Ma il suo rifiuto aveva un senso ed era stato ben argomentato.
Il forse che sì forse che no, vado non vado , non rispondo al telefono, sì forse, forse no, di Bob Dylan è un'altra cosa…siamo lontani anni luce dagli anni dell'engagement, dei grandi scontri culturali tra sistemi culturali di cui era stato grande protagonista Sartre.
Il muro è crollato, non c’è più un di qui e un di là. Ryanair ha permesso a tutti di essere turisti, Venezia si è riempita di turisti che quasi non si cammina, negozi kitsch e di gelaterie…
In un mondo  omologato, senza unicità  e distinzioni, dove il principio basilare è l’ossimoro dell'accesso a tutti all'esclusività, è tutto un calderone confuso, non c’è più destra e sinistra, guardie e ladri, le mafie e lobbies governano  il mondo, tutti rifiutiamo di essere eguali,  e lo stato di diritto si sfalda, qualcuno rifiuta il diritto di altri e vuole esserne distinto,   ma cosa succederà senza stato, un ritorno di tutti contro tutti allo stato di natura?
c’è una generale perdita di senso... il nicchiare di Bob Dylan   è vera e propria banalizzazione, no sense, trivializzazione di un premio che una volta era importante e significava qualcosa,  anche nel suo rifiuto. Andy Warhol quando lesse sul giornale la notizia che l'avevano visto in un certo posto, anche se non era vero, non ci andò, perché tanto ormai l'avevano scritto. L'importante era quello, non che ci fosse stato.
La questione è se il Nobel  aggiunga qualcosa di nuovo a Dylan, (che vada prenderlo o no), … nulla di quello che non abbia già. Io penso appunto che non aggiunga  niente, è un secchio d’acqua sul bagnato, solo la scocciatura di andare a  Stoccolma. il Nobel non nobilita più.