giovedì 1 dicembre 2016

Cock, coke and coconuts. Una charity per Lapo Elkan.


(coconuts perché le noci della trans erano sudamericane) Visto che “Os ricos também choram”  Vista la ristrettezza con cui gli Agnelli trattano il povero Lapo, vista l'ingiustizia generale che tutte le charities esistenti sono state fondate dai ricchi per aiutare i poveri, (cfr il sublime esempio della nostra concittadina Umberta  Gnutti Gussalli Beretta
http://www.mymosamoon.com/2016/09/gnutti-o-beretta-tutti-e-due-anche.html ) e ai poveri non è mai permesso di aiutare  i ricchi nelle loro disgrazie, ho deciso di fondare una charity specifica per soli ricchi che sarà finanziata da poveri. Lo so quel che si dice, donare ai ricchi da parte dei poveri è in realtà chiedere indirettamente la carità,  e non è fine, e  i ricchi non amano essere aiutati dai poveri, ma io insisto nella mia buona causa. Contattatemi personalmente per le donazioni , vi darò numero del mio cc.
La vostra Mymosa Moon  


giovedì 10 novembre 2016

Se le messicane fossero bionde. Trump e le immigrate.


Ivana Trump ormai sulla via del botulino

Di Melania Trump si dice scherzando  che non è la first ma la second lady. Perchè la prima lady Trump è stata Ivana Zelníčková. Cos’hanno in comune le due donne oltre ad essere delle strafi belle, bionde, di gamba lunga e con gli occhi azzurri,? Sono entrambe emigrate negli Stati Uniti in età adulta per cercare di darla via più proficuamente che nella loro povera terra di origine.  The first lady Trump Ivana  si sa è nata nell’allora  Cecoslovacchia ed è emigrata prima in Canada poi negli Stati Uniti. Felicemente e riccamente divorziata da Trump è diventata regina dei talk shows e della scena vip internazionale, ha riempito di orgoglio noi italiani sposandosi prima   con  Riccardo Mazzucchelli e poi mettendosi nel  2008 con  Rossano Rubicondi di vent’anni più giovane,  noto per aver partecipato  ai "naufraghi" Vip de "L'Isola dei Famosi" .
L'attuale second first lady, Melania è nata in Slovenia e arrivata in America nel 1996, narrano le cronache, e diventata cittadina solo nel 2006. Suo padre il suocero di Trump era membro del partito comunista Sloveno.
Dal che una ovvia deduzione;Trump non odia gli immigrati, ne ha sposato due. Dovrebbe esserci al muro che pretende di mettere intorno all’America un filtro che fa entrare solo le bionde per migliorare il patrimonio genetico, che sta degenerando verso il meticciato afrolatino,  e compiacere il maschio americano.  Per questo lo vuole mettere al Messico, essendo le messicane scure di pelle di pelo  e come tutte le more, cfr  le siciliane, particolarmente irsute.  
(Sono come si diceva le contraddizione in seno al popolo, anche da noi si parlava tanto contro gli immigrati ma poi andavano con le puttanone  marocchine, il Trota non passava in nessuna scuola del regno italico  e comprava la laurea a Tirana, e i soldi in nero della Lega Lombarda venivano investiti in Kenia… così va il mondo .. tra  il dire e il fare… )
Da questa predilezione di Trump per le slave deriva anche probabilmente la particolare simpatia che ha per Putin e l’invito che gli ha fatto in campagna elettorale ad invadere i paesi baltici e l'Ucraina. Lui non muoverebbe un dito. Anzi  vuole smontare la Nato, e non spendere più nessun soldo per difendere gli altri  sue spese, particolarmente gli europei. ,.  Queste le prime riflessioni .
La seconda è cosa succederà in un mondo in cui c’è Putin in Russia , Trump in America , Salvini o Grillo in Italia, la Le Pen in Francia. Erdogan in Turchia, l’Isis qui  e la, . E Nigel Farage in Inghilterra.
Se questi soggetti sono per definizione isolazionisti protezionisti ognuno padrone in casa propria stop a libera di circolazione di merce e uomini,  Hanno poco da dirsi o da fare trattati e cooperazioni se non quello di non coooperare, non so se mi spiego...
Prendiamo il caso Inghilterra , che ha rotto i ponti con l‘europa,Trump vuole rompere i ponti col resto del mondo , l'Inghilterra che una volta era un ponte tra gli Stati Uniti e l’europa cosa gli resta da fare?, , rimane tragicamente quella che è un’isola, senza ponti.  https://www.theguardian.com/politics/2016/nov/09/brexit-and-trump-could-leave-uk-stranded-between-estranged-allies.

In ogni caso queste le mie modeste proposte ai leader populisti italiani per vincere le prossime elezioni seguendo l’esempio di Trump.

1 reintrodurre il dazio e le pesa pubblica all’ingresso di ogni città, come c’erano una volta. Occorre ovviamente pesare anche ogni macchina che entra ed esce, (come si fa adesso alla discarica pubblica, rallentando un po’ il traffico), per evitare il contrabbando. Questo  permette di attuare il consumo privilegiato di merci a chilometro zero mettendo d’accordo Coldiretti della Lega e quelli di Slow Food. Le merci al di fuori del chilometro zero tassate al 60 %.  L’inflazione aumenterebbe del 40 % per cento ma è quello di cui abbiamo bisogno per far ripartire il prezzo degli immobili , noi piccole proprietarie. Basta imprese Multinazionali come Google  Apple che non pagano le tasse. Bloccare il loro accesso come fa Kim il Sung in Corea del Nord.
2 reintrodurre il servizio militare obbligatorio per tutti; esercitazione tutti gli anni come in Svizzera basta essere difesi dagli altri per essere veramente padroni in casa propria.
3 reintrodurre la servitù della gleba, i contadini non possono lasciare la terra che lavorano e in generale ognuno deve fare il lavoro del padre , cioè applicare le riforme che fece Diocleziano per bloccare il crollo dell’impero Romano (crollato lo stesso) , Basta gente che va e che viene ognuno a casa propria a fare il lavoro che faceva suo padre e nessun altro venga a rubare il lavoro degli altri.
4 cuius regio eius religio. Ogni stato deve avere la propria religione non deve essere tollerata nessun altra. Eretici al rogo. I protestanti di qui i cattolici di là, musulmani  casa loro e non vengano a rompere i coglioni a noi eccheccazzo!.
5 le donne (preferibilmente bionde di origine slava, le messicane respinte in patria) in cucina e a letto Amen.





martedì 1 novembre 2016

Nobel non Oblige (Da Sartre a Bob Dylan ,via Fo)



Paolo Poli ( o un suo personaggio in “Femminilità”) ce l’aveva col tè:
“ Detesto questa bevanda anglosassone che ha permesso a tutti di dare dei parties”  

Paolo Poli

Umberto Eco con Internet, perché ha permesso a tutti di scrivere le proprie cazzute opinioni. Ma aveva una scusa, stava tirando le cuoia e si stava convincendo in maniera determinata  di lasciar dietro di sé un mondo peggiore e pieno di coglioni, così da morire contento senza rincrescimenti. Come prepararsi alla morte: "Convincendosi che tutti gli altri siano coglioni"

Chttp://espresso.repubblica.it/attualita/2016/02/20/news/umberto-eco-come-prepararsi-serenamente-alla-morte-sommesse-istruzioni-a-un-eventuale-discepolo-1.251268

Il poeta, premio Nobel, Montale è ovvio detestava tutti i poeti dilettanti, era un lavoro da lasciare a professionisti come lui e ci doveva essere un numerus clausus per i poeti come per notai e  farmacisti.
Il grande Jean Paul Sartre turista in italia nei primi anni 50 cosa detestava?, ovviamente tutti gli altri turisti. Pensando di essere arrivato fuori stagione ed essere  “l’ultimo turista” questo il significato del titolo del libro  La regina Albemarle o l'ultimo turista ,




appena pubblicato da IL Saggiatore, e scopre di essere il penultimo.  Venezia era piena di turisti Roma anche, ed horreur esclama parodiando la dedica di  Baudelaire ai fiori del male, quando ne vede uno che si intromette tra sé e la visione di una chiesa. .
C’est, horreur, mon semblable, mon frère, il tient un guide Bleu dans sa main gauche et porte un Rolley-Flex en bandoulière.
D'altra parte questa mania generale di volere essere unici e non come tutti gli altri, non è prerogativa solo degli intellettuali , il vecchietto Gianni interpretato dal regista De Gregorio in “ Gianni e le donne “ quando va ai giardinetti col suo cane e si siede sulla panchina e vede un altro pensionato col cagnolino seduto sulla panchina fugge terrorizzato “io non sono come lui”.
La sofisticata prosa, le lunghe complicate riflessioni di Sartre ai tempi di Twitter hanno un piacevole sapore inattuale, illeggibile….
Eppure anche in questa alta retorica si insinua in lui che vuole essere l’unico turista, il tarlo  del già visto, del già detto, e come non è possibile su queste città viste riviste rivisitate… per cui Napoli è la putrefazione e Venezia , città sull'acqua il luogo del riflesso...il cielo caduto nell'acqua, il tempo fermato, senza orizzonti di futuro, parrucche fissate nel tempo...venezia non è mai raggiungibile, è il luogo del non esserci, del non da sein...Venise, c’est là où je ne suis pas 
No non è l’unico turista e sfiora la banalità mescolata con rimasugli filosofici heideggeriani. …
La banalità  bestia nera di ogni intellettuale che si vuole distinguere.
Nel 1961 Hannah Arendt seguì   come inviata del settimanale New Yorker a Gerusalemme il processo Eichmann, evitò la  banalità e la facile indignazione, attribuendo la banalità a Eichman...una geniale mossa semiotica che fece incazzare anche i sopravvissuti , nessuno vuole sacrificarsi e morire per  la banalità,  toglieva significato anche  ai morti….
La Banalità …. Sartre rifiutò il premio Nobel perché ogni anno lo danno a qualcun l’altro. Non sarebbe stato  l’ultimo Nobel.
In realtà nella lettera di rifiuto disse una cosa molto seria:  che un intellettuale non deve essere trasformato in una istituzione.

“Le mie ragioni obiettive sono le seguenti: la sola lotta possibile sul fronte della cultura, in questo momento, è quella per la coesistenza pacifica di due culture, quella dell’est e quella dell’ovest. Non voglio dire che bisogna abbracciarsi – so bene che il confrontarsi di queste due culture prende necessariamente la forma di un conflitto – ma che la coesistenza deve avvenire tra gli uomini e tra le culture, senza l’intervento delle istituzioni.”

Sartre era simbolo dell’engagement, della ribellione  anti sistema del non conformismo, era coerente che non si mettesse lo smoking e andasse  al banchetto dell’accademia svedese con le signore in lungo, diamanti e tiara a fare l'inchino al re discendente del generale napoleonico  Bernadotte, (come fece invece un altro anticonformista italiano Dario Fo, che invece smise in fretta  l’abito di giullare anti sistema  e corse a indossare  quello di buffone della corte di Svezia.  uno dei tanti vestiti che indossò nella sua vita, dalla divisa  di repubblichino a quella  pentastellata) a ritirare un premio nato sulla dinamite
Dal punto di vista mediatico è ovvio, il rifiuto di Sartre fu un successo, fece più rumore dell'accettazione. Fu, in questo l’unico e l’ultimo, la vera distinzione, contraddittoria e paradossale per un comunista che predicava l'assoluta eguaglianza.  Ma il suo rifiuto aveva un senso ed era stato ben argomentato.
Il forse che sì forse che no, vado non vado , non rispondo al telefono, sì forse, forse no, di Bob Dylan è un'altra cosa…siamo lontani anni luce dagli anni dell'engagement, dei grandi scontri culturali tra sistemi culturali di cui era stato grande protagonista Sartre.
Il muro è crollato, non c’è più un di qui e un di là. Ryanair ha permesso a tutti di essere turisti, Venezia si è riempita di turisti che quasi non si cammina, negozi kitsch e di gelaterie…
In un mondo  omologato, senza unicità  e distinzioni, dove il principio basilare è l’ossimoro dell'accesso a tutti all'esclusività, è tutto un calderone confuso, non c’è più destra e sinistra, guardie e ladri, le mafie e lobbies governano  il mondo, tutti rifiutiamo di essere eguali,  e lo stato di diritto si sfalda, qualcuno rifiuta il diritto di altri e vuole esserne distinto,   ma cosa succederà senza stato, un ritorno di tutti contro tutti allo stato di natura?
c’è una generale perdita di senso... il nicchiare di Bob Dylan   è vera e propria banalizzazione, no sense, trivializzazione di un premio che una volta era importante e significava qualcosa,  anche nel suo rifiuto. Andy Warhol quando lesse sul giornale la notizia che l'avevano visto in un certo posto, anche se non era vero, non ci andò, perché tanto ormai l'avevano scritto. L'importante era quello, non che ci fosse stato.
La questione è se il Nobel  aggiunga qualcosa di nuovo a Dylan, (che vada prenderlo o no), … nulla di quello che non abbia già. Io penso appunto che non aggiunga  niente, è un secchio d’acqua sul bagnato, solo la scocciatura di andare a  Stoccolma. il Nobel non nobilita più.









domenica 18 settembre 2016

Gnutti o Beretta? Tutti e due, anche Gussalli. Umberta la regina bresciana con tre cognomi







Umberta Gnutti Beretta col marito Franco e il figlio Carlo. (Foto da Forbes).
Brescia 2 mesi dopo Christo
Perché c’è un prima e un dopo, sono due ere completamente diverse. Per esempio lei la Umberta Gnutti Gussalli Beretta, nessuno (voglio dire gente come me, il popolino), nessuno la conosceva prima. Certo era nota alle innumerevoli zie Gnutti (quasi un centinaio alcune poverissime) alle compagne delle elementari delle Orsoline (da verificare, se non sono Orsoline sono Canossiane).
Dopodiché lei è partita da Brescia per il gran mondo Lausanne, Geneva, Rome, London New York, of course, and Lugano. “In 1991 I obtained a B.A. in Business Studies from Franklin College in Lugano”. Recita la biografia ufficiale dal suo sito http://www.umbertagnuttiberetta.com/en/bio.php
Ora questo è il primo punto che sfata triti luoghi comuni,  parlando di colleges uno pensa subito a Oxford e Cambridge, siamo sorpresi e felici di sapere che la triste città svizzera nota per le  banche dove gli italiani portano le loro valige piene di soldi, sia invece  un grande centro culturale, dove c‘è il famoso  Franklin.
In realtà una delle zie Gnutti (di quelle poverissime e quindi piena di livore nei confronti delle Umberta) afferma che lei è andata all’estero perché non è riuscita a fare il Liceo Arnaldo ed è ignorante in cinque lingue
Perché dice la zia (in modo non proprio fine parlando in dialetto bresciano), se uno dice cagate anche se le dice in cinque lingue rimangono cagate Aggiungendo una sua teoria linguistica che non deve essere condivisa da Chomsky e nemmeno da me che sono modestamente poliglotta come la Umberta, la vera profondità culturale si raggiunge in uno studio consolidato in una sola lingua. Più lingue si conoscono e più basso è il livello culturale della conversazione. Sapere dire in cinque lingue “passami il sale” non è una cosa di cui essere orgogliosi. Che poi anche questo non è vero alcune cose sono più efficaci in una lingua altre in un’altra, per esempio encület,, secondo me,  è più efficace di qualsiasi fuck off.
Questo lo dico per difendere la Umberta, perché sia chiaro che io non voglio parlare male di lei.   Non voglio fare la figura della poveraccia invidiosa che parla male di una che è più figa più bella più ricca più magra più alta, più chic, insomma più tutto, perché una fa ancora di più la figura della poveraccia….
La Nonna di Proust diceva che Balzac parlava male di un ambiente in cui non era ricevuto.  Per dire che non aveva il diritto a parlare male di gente che in fondo non lo cagava punto. Che però anche questo argomento potrebbe essere ribaltato. Come si fa a parlare male di un ambiente in cui si è ricevuti, non si può o lo si deve fare di nascosto, mentre non essere ricevuti perlomeno da libertà di parlare male, di chi non mi cagherà nemmeno col binocolo, di dare libero e salutare sfogo a astio risentimento e invidia.
A proposito,,  si racconta che il grande  monteclarense Aldo Busi ricevuto a cena nello splendido palazzo rinascimentale di via Musei della regina del burro gorgonzola stracchini, grana padano e affini,  andato in bagno, cristalli marmi rubinetti dorati etc, invece che nel water l’ha fatta sul tappetino, due stronzi attorcigliati tra di loro come due vipere in calore, e poi se ne è  andato superbo e altero, lasciando questo sfregio molto  intellettuale ed elegante alla regina del gorgonzola, e alla borghesia padronale in genere. Grande Busi
Dunque scusate sto divagando non ho più la testa di una volta
Volevo dire che In ogni caso secondo me non è vero che la Umberta è ignorante, per esempio sa costruire degli argomenti con una certa logica, al Financial Times sulla annosa questione dell’abuso della armi in America e delle stragi periodiche, lei giustamente dichiara “ i ragazzi americani sono tutti   sotto l’effetto delle droghe, se io fossi americana mi preoccuperei più di questo”  Those kids are all on drugs If I were American I would be more worried about that
https://www.ft.com/content/5d9ed1c4-2bf5-11e6-bf8d-26294ad519fc
Che anche questo però è un argomento, bisogna dire alla Umberta, che potrebbe essere ribaltato da spacciatori e case farmaceutiche, che potrebbero dire “questi ragazzi fanno danni perché hanno in mano delle armi, e non perché sono drogati”… insomma … è proprio vero che ognuno vede solo il proprio punto di vista . e abolire entrambe droghe e armi?  In my humble opinion sarebbe la cosa migliore …Ovviamente impossibile. figurati
E d’altra parte il marito ribadisce il concetto, non è l’arma pericolosa a ma l’uomo che la usa It’s understandable that a weapon can be dangerous in the hands of someone who isn’t from the right culture. But in the hands of someone who is familiar with guns and does not have mental problems, it’s fine
… che anche questo ha delle fallacie argomentative, si dà il caso che siano proprio persone  con problemi mentali a sparare ,  la libertà di dare a tutti accesso alle armi apre la possibilità che finiscano nelle mani di gente con problemi mentali …allora come la mettiamo?…
Ma torniamo alla Umberta e al suo amore per l’arte e per le organizzazioni benefiche in una    intervista a Forbes
http://www.forbes.com/sites/forbeslifestyle/2014/09/10/inside-the-beretta-empire-a-fashion-line-hunting-lodges-and-an-italian-villa/#767ad9615acc

dichiara che sente molto la nostalgia di New York perché a New York c’erano  tante Charities, in Europa e in Italia non ce ne sono abbastanza  e  non abbastanza buone cause per le dame di carità come lei.
I ricchi in America hanno più occasione di fare del bene che in Italia. Che anche questo dopo il Franklin di Lugano  è una grande sorpresa.
Come fa la Umberta a non capire che la possibilità di fare del bene in America è direttamente proporzionale alla possibilità di fare del male, cioè di sparare alla gente, poi le due cose si compensano e uno vive nel migliore dei mondi possibili, uno  guadagna tanti soldi vendendo armi, ma fa tanta carità coi soldi della vendita delle armi. La perfezione l’armonia prestabilita. E tutti sono contenti…L’unica obiezione che si potrebbe fare è che questi ricchi sono un po’ bulimici, vogliono fare tutto loro, il bene e il male,   proprio tutto loro senza lasciar niente da  fare agli altri…  guadagnare dalla morte e salvare vite umane, fare profitti dalla guerra e dall’odio ed essere amati…
Questa storia della charities poi mi fa venire in mente quella mia zia pia che era talmente buona talmente buona cha pregava il signore perché i vicini di casa  si rompessero una gamba per poterli aiutare ed essere indispensabile, e cosi li vicini che  lo sapevano quando la vedevano si toccavano le palle.. per dire
La relazione delle charities e il jet set è una cosa strana…ascoltando tanti anni fa un’ intervista alla Fox del principe Alberto di Monaco ( di cui detto en passant si racconta la storia improbabile, io non ci credo, che sia stato il primo fidanzato di Casiraghi, poi siccome non c’era speranza di unioni civili nel Principato di Monaco e un matrimonio eterosessuale è sempre la cosa più sicura per il patrimonio e la carriera, Casiraghi ha pensato bene di passare nel letto delle Carolina )  dunque cosa  stavo dicendo? ho perso di nuovo il filo che insomma il principe parlava  della sorella minore più sguincia Stephanie  che dopo aver ammazzato Grace Kelly in macchina, sposato un nullafacente che l’aveva messa incinta sua guardia del corpo che subito l’ha cornificata con una passante, tentato a carriera di modella e cantante pop senza successo si era poi data una calmata presiedendo ben sei charities. Lui il principe ne ha una ventina.
Probabilmente questi qui quando si incontrano parlano molto delle loro charities “tu che charity hai, io quella dei focomelici africani, oh che bello, io invece quella delle bambine col labbro leprino in India, stupendo, e così via io quella dei mutilatini delle guerre dello Zambia absolutely fabulous!
Per carità, ben vengano le charities dei ricchi … dopotutto anche dalla dinamite è nato il premio Nobel per la pace, e come diceva Orson Wells se non c’erano papi corrotti non avremmo la cappella Sistina ma solo orologi a cucù come in Svizzera, è l’eterogenesi dei fini,
E ben venga che presiedere una charity sia una cosa chic e faccia status come la Maserati. e parlando seriamente le cause per cui interviene Umberta Gnutti sono tante e ammirevoli…chapeau.
L’arte dopo le charities,   è la grande passione di donna Umberta, passioni che fondendosi danno origine al suo  mecenatismo culturale, è membro autorevole del Cda Del museo Santa Giulia Brescia di cui ha finanziato la mostra su Christo, .  presiede il club del restauro del Museo Poldi Pezzoli a Milano, dove ha sostituito la povera Marta Marzotto, insomma ci rendiamo conto a Brescia che la Umberta Gnutti ha sostituito la mitica amante di Guttuso e di Lucio Magri la nonna di Beatrice Borromeo in Casiraghi?  Per questo i milanesi la odiano a Brescia dovremmo al contrario essere molto orgogliosi

E poi ovviamente è arrivato Christo, sembra che siano vicini di pianerottolo nel loro grattacielo al Central Park, e da cosa è nata cosa, il resto è storia, o meglio è già leggenda  i poveri cristi si sono alzati alle quattro di notte e fatto la fila per ore sotto il sole cocente, la regione Lombardia ci ha rimesso non so quanti milioni, Christo  invece  sta vendendo i suo schizzi del pontile sul lago di Iseo a 50000 dollari al pezzo , Umberta  come madrina del progetto e proprietaria dell’ isola di san  Paolo  ha raggiunto status di celebrità stellare e planetaria (senza parlare del prezzo potenziale di quell’Isolotto triste)  , poi dicono che l’arte e in particolare  the floating piers siano una cosa inutile, non per tutti.

mercoledì 7 settembre 2016

Un cardinale di nome Jessica, zombi d’Alema

e altri cazzeggiamenti di fine estate

  La Santa con l'uccello in mano
(da Saints and Sinners di Pierre et Gilles)



Cara,  so che sei molto devota a madre Teresa di Calcutta come la indimenticata Lady Diana quindi probabilmente sarai oggi in piazza s. Pietro per la cerimonia di beatificazione…salutami caramente il cardinale meglio conosciuto come "Jessica". Oggi lavoro per contribuire alla ripresa di questo sfigato paese…besos
Tua Josephine
Tesora. Quello che più mi colpisce dell’agiografia ufficiale della Santa e che lei ha scelto la povertà venendo da famiglia agiata. Pochi scelgono la povertà venendo da famiglia povera. E in ogni caso il merito non è lo stesso, e non li fanno santi. . Non so a chi ti riferisci parlando del cardinale di nome Jessica. Quando vado a Roma in tournée con la valigetta degli attrezzi vengo ricevuto nel palazzo di uno di nome Samantha (rigorosamente con la h ti prego)  che ha adottato il motto dei cardinal Borromeo Humilitas e molto coerentemente si umilia facendosi frustare le chiappone fino a farle diventare color porpora. (cardinalizia) dopo le frustate  devo far sparire (nelle chiappone) anche il manico della frusta, per farlo soffrire di più   per espiazione dei propri peccati della chiesa e dell’umanità intera. Non è ammirevole il suo spirito di sacrificio e abnegazione ? Pace e pene .... Sempretua Mymosa

Cara.di santi di origine borghese o nobile te ne potrei elencare mille, da S.Paolo in poi non so quanti, Sant’Agostino, san Francesco, Chiara, e via discorrendo....ma la mia prediletta rimane una santa contadina, Maria Goretti assolutamente unica che, ovviamente senza successo, fin da piccola ho cercato di imitare...ma oramai è troppo tardi capisci. Tuttavia ho ancora delle chances come emulo di San Sebastiano. Che ne pensi? pace e pene pure a te mia cara
besos
tua Josephine

tesora, lascia stare i santi , non sei sconvolta dalla vicende romane della neosindaca pentastellata Raggi? Sono passati più di due mesi e non ha ancora formato la giunta e quel poco che ha fatto sembra uscito  da un frullatino Previti Alemanno, come la nomina dell’ultimo assessore al bilancio De Dominicis, una macchietta da avanspettacolo che fa più ridere di Grillo, non capisce un tubo di economia e ce l’ha con lo sprid…e il down ground, è questo il nuovo che avanza?
sempre tua Mymosa

Cara,  non tutte le cose che crescono sul letame (nell’humus di Previti voglio dire) diventano fiori, la Raggi è una sciuretta del generone romano di poca dimensione etica e intellettuale, e si sa la scimmia più va in alto  e più le si vede il culo….confesso la mia Schadenfreude vedendo l’assoluta mancanza di leadership nel movimento 5 stelle, Grillo defilato,  tutte le cazzate, le piccole e grandi bugie che dice la Raggi;   queste giovinotte non sono certo meglio di noi vecchie carampane, anzi decisamente peggio, non è un buon motivo per compiacerci?. Sai la mia difficoltà nel raggiungere l’orgasmo. Non ne ho uno dal 1993, (colpa anche del fatto che non ci sono più i maschi di una volta) oggi leggendo il giornale quasi vengo. Mi sento decisamente ringazullita
Pace e pene Josephine

Tesora ma si compiacciamoci, le  nuove non sono molto meglio di noi vecchiette, la selezione del personale dirigente tramite internet dei cinque stelle fa cagare il cacchio e  rimpiangere le Frattocchie le parrocchie e la democrazia cristiana, ma quale sarà il futuro di questo sfigato paese?  imploso il movimento 5 stelle, traballante Renzi, non trovi preoccupante il ritorno di Zombi d’Alema, capo della coalizione per il no al referendum, con seguito di senatori eccellenti  Massimo Mucchetti Paolo Corsini,  E’ il ritorno dei morti viventi!  sinceramente ho paura tocchiamoci le ovaie
Sempretua Mymosa

lunedì 1 agosto 2016

Vescovi, abati e i loro figli, ai tempi dell’ultima badessa di Santa Giulia. Bunga bunga cardinalizio.

Tiziano: Polittico, Chiesa di san Nazaro e Celso a Brescia. A sinistra inginocchiato Altobello Averoldi, figlio dell’ultimo abate di Leno, Bartolomeo Averoldi.
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Links alle puntate precedenti
Marzo 2016
Sto facendo una supplenza in Val Trompia, nella scuola media di Sarezzo, il mattino il traffico è da incubo. Arrivo con un motorino scassato, e gli alunni sono alle finestre a ridere di me, a pigliarmi per il culo, mentre salutano rispettosi la profe di inglese moglie di un primario, che scende, firmatissima, da una Audi da quaranta milioni, fa emergere dalla portiera gambe affusolate con tacco dodici, entra nel prefabbricato fatiscente della scuola media valtrumplina come una modella in un foyer di un grand hotel, tra il saluto untuoso di una colonia nullafacente di bidelli salernitani.
Durante la mia lezione di geografia succede di tutto, l’aula è un campo di battaglia, nell’aria volano cancellini, penne, libri, ai miei alunni non frega un cazzo che nei paesi di cui sto parlando sono stato personalmente. Sto dando le perle ai porci e quelli manco le cagano. Che tristezza. Sono esausto dal tanto gridare. Al cambio dell’ora quando entra la profe d’inglese, un silenzio religioso, tutti agnellini, adolescenti prostrati davanti al denaro, allo status symbol, al potere ricattatorio del sesso che straripa dalla baldraccona com/primaria,. Mi rivolge un sorriso beffardo come per dire-visto?- è veramente umiliante …è questo il mio futuro lavorativo?
Scrivo questi  appunti dettandoli all’ipad, che col sistema li trasforma in testo, non è del tutto veloce, bisogna controllare, riscrivere , però posso farlo mentre faccio altre cose, guidare, fare jogging, cucinare, prendo appunti dettando mentre leggo, oppure scrivo a penna con tablet windows, che trasforma il corsivo in testo dattiloscritto, la confusione è grande, il numero dei gadget è proporzionale al tempo che spreco per imparare i vari software, perdo i files dove inserisco gli appunti,  forse sarebbe meglio avere un semplice notebook, o un quaderno …

Voglio scrivere, pensare alla badessa, mi piacerebbe scrivere una storia e siccome di manoscritti già scritti non se ne trovano più, devo scriverla io. (Non posso più ripetere “Ovviamente un manoscritto”, si licet magni etc.). Scrivere anche il processo di scrittura, mostrare la ricerca, le impalcature della storia, (si usa ancora? esiste ancor il post moderno?) magari dopo viene anche la storia.
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Ho rivisto Amanda, l’ho invitata a mangiare uno spaghetto nel mio monolocale del Carmine, le ho detto che sto proseguendo le ricerche sulla badessa, ho cercato in modo molto discreto di sapere se è andata a letto con il Paolo, lo so che non è vero, che Paolo non è proprio l’esemplare di maschio che possa piacere all’Amanda, coì strampalato, languido, asessuato, ma la gelosia è qualcosa di incontrollabile, come una fobia, una ossessione irrazionale che si alimenta di fantasmi, e lei non mi è di nessun aiuto.
-sono tre mesi che non scopo- faccio io, con finta nonchalance, tra uno spaghetto e l’altro.
- è un modo di dirmi che mi sei fedele?  È una fedeltà non richiesta e una informazione non dovuta- Fa lei, indispettita, col solito suo tono da madre superiora, l’ammazzerei.
- vuoi una confessione altrettanto esplicita da parte mia? - fa ironica, e riprende a succhiare gli spaghetti, che ho cucinato amorosamente per lei, quasi annoiata dal dover parlare di queste cose.
- non l’avrai mai, per evitare che tu pensi che ti tradisca o ti sia fedele, quello che faccio non è più affar tuo, della tua vita sessuale non me ne frega un fico secco. Della vita sessuale passata in comune ricordo l’insoddisfazione. Non mi sono mai sentita desiderata, hai mai provato con un uomo?, magari potresti avere erezioni più soddisfacenti- e  rivolge lo sguardo coscienziosamente al piatto, come degno di maggiore interesse  ..
Stronza. Ha ragione se fossi un uomo le mollerei due sberle, le leverei il piatto da sotto il naso e le chiederei di lasciare il mio monolocale.
Cosa rispondere… il silenzio.
Sono tornato su terreno neutro dalla badessa, quella dei vescovi di Brescia ai tempi della badessa.
-C’è da dire che il posto di vescovo a quei tempi, ai tempi dell’ultima badessa, nella seconda metà   del quattrocento, a Brescia era assegnato a persone con levatura internazionale, il Dal Monte è un erudito vescovo umanista, prima di venire a Brescia è stato inviato del papa in Inghilterra, de Dominici è un teologo importante, anche Lorenzo   Zane è tra i personaggi più potenti della curia pontificia del secolo, parente di due papi veneziani.
L’Amanda non è annoiata come potrei temere dalle mie storie sulla badessa, è una donna intellettualmente curiosa, culturalmente omnivora, nonostante il suo caratteraccio è l’unica persona con cui posso condividere le mie passioni mentali, se non ahimè, quelle corporali.
Riflette dopo un attimo di silenzio -Beh se pensi che Venezia era una delle capitali più importanti del mondo di allora, e Brescia una delle città più importanti del dominio di Venezia, ti rendi contro che Brescia era più centrale nel mondo di allora, anche per la Chiesa, adesso ovviamente è più importante il vescovo di Manila, e Brescia è nella periferia dell’impero. -
-A questo si aggiunga che l’importanza del vescovo di allora si misurava nel peso specifico della fetta di economia cittadina che il vescovo controllava direttamente o indirettamente attraverso i benefici ecclesiastici. Azzardo che fosse il trenta per cento, non paragonabile ad oggi, anche se la Curia è tuttora uno dei più grossi proprietari di immobili pregiati in città.  I vescovi, la loro levatura intellettuale, il prestigio e il potere che avevano, erano maggiori, i vescovi bresciani provenivano dopotutto dall’élite aristocratica, dal patriziato veneto.  Facevano carriera religiosa allora i rampolli di buona famiglia che adesso entrerebbero nella finanza e nell’industria. Per arricchirsi e contare, mantenere e aumentare all’interno della chiesa il potere delle loro famiglie-
-Appunto quello che rimproverano alla badessa, a lei non è stato permesso fare altrettanto-
-infatti-
-Certo ci si dimentica che il potere della chiesa a livello economico era altrettanto di quello culturale.  Paradossalmente il rinascimento, un movimento in parte neopagano, è stato finanziato coi soldi della chiesa. Non solo a Roma ma anche a Firenze. I Medici, prima di darsi alla politica, hanno fatto soldi come banchieri del papa, esattori delle decime in tutta Europa, La decadenza dell’Italia è coincisa col fatto che la Germania e l’Inghilterra si sono stufate di pagare le decime a Roma. Lo scisma è stato un danno economico per tutta l’Italia non solo per la Chiesa. -
-M in realtà i vescovi a Brescia non c’erano mai, il vescovado e il beneficio ecclesiastico era compensazione al vero lavoro che facevano a Roma, al servizio di amministrazione dello stato temporale come Lorenzo Zane, a lungo governatore nella città dello stato pontificio, la cura delle anime della città era l’ultima delle preoccupazioni dei Papi-
- Almeno adesso saranno personaggi sconosciuti e mediocri, ma stanno a Brescia, si curano di noi –
fa lei
È vero.  non mi aspettavo questa difesa dei vescovi bresciani contemporanei da parte della Amanda, autrice di irrispettose parodie dei santini religiosi.
-Mi fa piacere che tu ti senti curata dal vescovo di Brescia, chi è il vescovo di Brescia adesso-
-Non lo so. -
-Ecco-
A proposito di religiosi maschi che arricchivano i familiari,
Negli ultimi anni della nostra ultima badessa dal 1478 al 1481 è vescovo di Brescia Lorenzo Zane, un tipino mica male che sembra confermare la tesi di Amanda che agli uomini è permesso di comportarsi male e farla sempre franca. Non gli hanno messo nessuna lapide infamante come hanno fatto alla badessa.
Una importante fonte su Lorenzo Zane sono le    Notizie istorico-critiche intorno la vita, e le opere degli scrittori viniziani. Raccolte, esaminate, e distese da f. Giovanni Degli Agostini, In Venezia : presso Simone Occhi, 2 voll, 1752-1754. ?I pag 177 e seguenti).
Disponibile on line tra i libri google.


Lorenzo Zane è di importante famiglia patrizia veneziana, imparentato con tre papi , Gregorio XII, Eugenio IV, Paolo II,
E’ nipote (da parte della madre, una Condulmer), di papa Eugenio IV, e del cardinale Francesco Condulmer, e cugino di un altro papa Paolo II, Barbo.
Portato a Roma dallo zio cardinale Francesco Condulmer, a dieci anni, ha una educazione umanistica ineccepibile, discepolo di Lorenzo Valla. Nella sua vita è nominato vescovo di ben tre città diverse, Spalato, Treviso, Brescia, e patriarca di Antiochia.
La prima volta a Spalato, nel 1452, appena ventitreenne, tra i suoi primi atti pastorali, cerca di vendere una fortezza del sistema difensivo veneto che stava nella sua giurisdizione, la fortezza di Chissa,  a Stefano duca di San Sabba, gran Voivoda della Bossina, per trentamila ducati, avendo preventivamente ricevuti cinquemila ducati cash, “innanzi di stipulare verun contratto”. Corruzione disinvolta, cinismo rampante al limite della bizzarria. Venezia vede la sicurezza dei suoi territori minacciata.  Zane deve fuggire da Spalato.  Mantiene tuttavia la titolarità del vescovado, nonostante le ostilità di Venezia, si dimette formalmente solo nel 1473 e gli succede a Spalato il cardinal Pietro Riario, nipotino del papa Sisto IV della Rovere, sopra citato, che accettando la sede vescovile di Spalato, tra le tante di cui gode i benefici, lascia libera quella di Treviso a cui succede nello stesso anno, lo Zane, in un tourbillon di vescovati lasciati presi e scambiati come carte da gioco. Quindi Zane torna in gioco alla grande. La sede di Treviso è più prestigiosa di quella di Spalato..
Perché la fuga da Spalato non segna la fine di Lorenzo Zane, anzi. Tornato a Roma inizia una brillante carriera di curiale, tesoriere, governatore (di Perugia e Cesena), militare, partecipa a un minicrociata con il cardinale Carafa contro i Turchi che si ferma a Rodi, all’assedio di Città di Castello, di Todi e Spoleto con il bellicoso Giuliano della Rovere futuro papa Giulio II.
Lorenzo Zane deve barcamenarsi tra Girolamo Riario e Giuliano della Rovere, che dominano la curia pontificia, tra i due partiti Lorenzo sta sempre dalla parte di Giuliano, anzi sembra addirittura che venga coinvolto in una congiura che doveva eliminare Girolamo. Scoperto se la cava ancora una volta.
I veneziani nonostante il precedente di Spalato non si oppongono alla sua nomina a vescovo di Treviso nel 1473.  Di lì a pochi anni, alla morte del vescovo di Brescia, De Dominici, nel 1478, lascia Treviso per Brescia.  I bresciani, che già avevano protestato con del Monte per l’incarico a Vescovi assenteisti, sono costretti ad accettarlo, i veneziani anche.
Una cosa non gli riesce: essere nominato cardinale, nonostante l’appoggio e l’amicizia di Roderigo Borgia, il futuro papa Alessandro VI, e di Giuliano della Rovere, i veneziani gli preferiscono il più affidabile Pietro Foscari, meno curiale e più veneziano, cruciale nella politica di alleanza tra il papa e i veneziani del 1480, che porta alla guerra di Ferrara.
L’ultimo abate di Leno e suo figlio
Al Foscari   viene tra l’altro assegnato in commenda (e cioè con puro godimento delle rendite senza obblighi pastorali e di residenza) l’altro grande monastero[sergio fa1]  benedettino fondato dai Longobardi, quello di Leno. Ultimo abate di Leno è Bartolomeo Averoldi che cede l’abbazia in cambio del vescovado di Spalato, di cui era titolare il Foscari. Bartolomeo Averoldi è padre, secondo il famoso diarista Marin Sanudo, dell’altro importante Averoldi, Altobello, che appare genuflesso nel polittico di Tiziano nella chiesa di San Nazzaro e Celso. …quindi mentre l’ultima badessa di Santa Giulia  viene estromessa dal suo incarico e indicata al pubblico ludibrio con lapide marmorea, accusata di arricchire i familiari, l’ultimo abate di Leno fa commercio della sua abbazia, (condannandola a una inevitabile decadenza) e favorisce la carriera ecclesiastica del figlio, che diventerà come lui vescovo, di Pola,  e importante nunzio papale, fondando una  dinastia ecclesiastica  che si arricchisce, come gli Zane,  nel ventre della chiesa, alla faccia della badessa Masperoni.
Lorenzo Zane, intanto, come da Spalato deve ben presto scappare anche da Brescia. I Veneziani scoprono che lo Zane è una spia del papa, passa alla corte pontificia tute le informazioni delle sedute segrete degli organi veneziani, che lui ottiene tramite la sua rete di parenti, è costretto ancora una volta a lasciare vacante la sede vescovile di Brescia, probabilmente nel 1481.le date qui sono incerte andrebbero verificate.
In ogni caso Lorenzo si dimette formalmente da vescovo di Brescia solo nel 1484, e sorpresa sorpresa, viene nominato suo successore, Paolo Zane, sedicente nipote, (appena ventenne) dello stesso Lorenzo, che uno storico non sospetto di anticlericalismo Monsignore Paolo Guerrini, afferma essere in realtà il figlio. (La nota di Paolo Guerrini appare a commento alle memorie del Melga, il memorialista bresciano, che porta la notizia della nomina di Paolo Zane a vescovo nel 1484)
Cronaca del notaio Iacopo Melga in  Le cronache bresciane inedite dei secoli 15.-19. / trascritte e annotate da Paolo Guerrini, edizioni Brixia Sacra, 1922,  volume primo, pag 123 nota 2
Come mai i veneziani accettano ancora una volta di nominare vescovo il nipote o figlio di un traditore?  Spiegazione plausibile è che siano stati costretti a farlo nelle clausole del trattato di pace di Bagnolo, del 1484 appunto, firmato tra il Papa e Venezia e che pone fine alla guerra di Ferrara, che si era nel frattempo trasformata in conflitto aperto tra il Papa e Venezia.
Il figlio del vescovo di Brescia
Paolo Zane a Brescia non è da meno gaudente del padre, è prolifico padre di tanti figli bastardi che sistema su importanti sedi ecclesiastiche, a Montichiari e Gambara, verificandosi quindi con gli Zane quasi una piccola dinastia locale che tramanda di padre in figlio, nonostante le loro malefatte, pezzi di chiesa bresciana come feudi personali, con buona pace dei meno fortunati Masperoni.
Un po’ come gli atei devoti contemporanei,  che più sono puttanieri, più hanno una immagine pubblica  rispettabile,   fanno atto  di pubblica devozione alla chiesa, quanto meno ne rispettano i dettami, in privato, Paolo Zane è il paradigma del prelato potente di allora, integerrimo difensore della fede e quindi grande inquisitore di soggetti deboli e marginali, come le donne accusate di stregoneria a Pisogne, (ma c’era già stato il rogo di Maria di Calcinato nel 1480, c’entra il padre?) alla cui persecuzione non sono estranei motivi di rapina economica, ha una vita  privata dissoluta, (perlomeno  secondo i nostri criteri odierni rispetto alla carica) , e una immagine pubblica pia e devota: è il benefattore del tesoro della Chiesa bresciana di un frammento della vera croce, (inclusa in epoca ottocentesca in preziosa teca dorata, il cosiddetto crocefisso Zane), reliquia che Paolo dona alla città con tanto di solenne atto notarile e alla presenza delle autorità civili e religiose, asserendo gli fosse stata donata  dal suo predecessore (il paparino) a cui era stata data da Papa Eugenio IV (lo zietto). Nella rotonda, il duomo vecchio di Brescia. Cappella delle Sante Croci, il sancta sanctorum, il cuore della tradizione religiosa della città.


Reliquiario della Croce del vescovo Zane. Duomo vecchio di Brescia. Cappella  del tesoro delle Sante Croci
Durante una visita alla cappella delle sante croci, avevo appena finito di ironizzare sula quantità di frammenti della vera croce, citando Erasmo che diceva che con i vari frammenti della vera croce si poteva costruire una intera foresta, (del resto si conservavano reliquie di ben otto prepuzi di Gesù dichiarati autentiche dalla Chiesa, e stante alle reliquie esistenti Giovanni Battista doveva essere un mostro più che bicefalo). Non aiuta la credibilità della reliquia la credibilità del donatore, dicevo parlando dei vari figli bastardi che aveva messo in giro, è probabile che il frammento sia quindi della stessa categoria della penna dell’Agnolo Gabriello, reperita da frate Cipolla di boccacciana memoria.
Insomma stavo dicendo queste amenità in portoghese ai brasiliani che stavo accompagnando (provenivano dal sud del Brasile dallo stato di santa Catarina, ho poi scoperto che il loro accompagnatore era un prete e che appartenevano  a una organizzazione religiosa ultraconservatrice, carismatici etc,  che durante la dittatura avevano  appoggiato i colonelli) quando si sono all’improvviso prostrati  e hanno iniziato a pregare ,.
Mai fare ironia su niente, ho pensato, non sai mai chi hai di fronte e magari dopo si incazzano con i tour operators.
Fortunatamente il valore delle reliquie non dipende dalla virtù di chi le ha donate ma dalle fede di chi le ha in venerazione, dice la Chiesa, per cui anche reliquie false hanno la stessa validità.
Non si riesca mai a coglier in castagna la Chiesa. È impossibile falsificare ogni sua affermazione dice il filosofo,
Paolo Prodi giustifica la corruzione della Chiesa, il rampante nepotismo, con l’argomento che in realtà stavano costruendo lo stato, e i nipoti erano l’unico strumento che aveva il papa per costruire il suo stato.
Uno capisce da dove vengono i mali dell’Italia, se lo stato è basato su questi fondamenti, questa mancanza di senso civico, questa possibilità di volta in volta di invocare dio o lo stato, per sfuggire alle regole di entrambi. Non è questo all’origine dei mali italiani? mai, mai essere mai colpevoli e tanto meno responsabili. Mutando la propria appartenenza a seconda della convenienza, Dio Stato, partito, etnia, famiglia….
Invocare Dio per giustificare potere e dogmi e poi dire quando ci sono crimini e magagne che la chiesa dopotutto è fatta di uomini, senza mai riconoscere l’errore.  In possesso della verità assoluta e al riparo di ogni confutazione.
Una cena elegante. Bunga bunga cardinalizio
Chissà se era membro della famiglia anche il cardinale Bernardo Zane che succede, anni dopo, al vescovato della solita Spalato, che riaffiora ogni tanto, comprata, scambiata e assegnata a vescovi con lo stesso cognome.  Assenteista come i suoi predecessori, si addice al cardinale, piuttosto che la noiosa Spalato risiedere a Roma. Di non altro si ricorda di lui se non la partecipazione nel 1513 ad una cena elegante di cardinali gaudenti, dai nomi illustri, Gonzaga, Fregoso, Cornaro, Canossa, Dovizi da Bibbiena, intrattenuti da un frate buffone, fra Mariano, e una putana famosa di Roma la cortesana Albina. La dettagliata relazione del bunga bunga cardinalizio, scritta da Stazio Gaudio al Marchese di Mantova (lanci di cosce di pollo, caraffe di vino rovesciati, volti e vesti imbrattati da sughi, piatti rovesciati), termina con una sublime reticenza, - Dopo la cena, lasso iudicare a Vostra Eccelenza che si fece-
Isidoro Liberale Gatti.Pietro Riario da Savona,francescano cardinale vescovo di Treviso(1445-1474).Profilo storico. Padova,Centro Studi Antoniani,2003. Pag 70
Nel 1513 Lutero aveva trent’anni e stava elaborando nella sua torre in Wittenberg la teoria della giustificazione per sola fede.
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