mercoledì 28 ottobre 2015

Dio e la Parrucchiera

Se l'omosessualità non era nei disegni di dio per l'universo chi ce l'ha messa? una decoratrice d'interni, una parrucchiera.


Sul perché noi finocchie finiamo sempre a fare le parrucchiere ci sono varie scuole di pensiero, la teoria genetica, quella antropologica e quella empirica. I gay  fanno le parrucchiere perché ci sono portate dal loro DNA,   fanno i lavori che possono fare senza essere pigliate per il culo dai compagni di lavoro, e quindi non possono fare i muratori o i metalmeccanici. In generale i gay  hanno ( e qui la teoria empirica si sposa  un poco con quella genetica) una tendenza al bello e alla decorazione che non hanno i maschi “normali”. il mio amico Contini, sia pace all’anima sua, diceva che i gay fanno le parrucchhiere, e quindi sono costretti a fare quella cosa orripilante di mettere sempre le  mani sulla testa delle donne, perché non le desiderano e quindi possono liberamente pensare alla decorazione del loro capello,  mentre un maschio “normale” vedere una donna così vicino nelle sue mani gli verrebbe voglia  di scoparla, o perlomeno di appoggiarsi e farglielo sentire,   e quindi anche le donne si sentono più sicure nelle mani di un gay.
Insomma
spiegare l’esistente è sempre difficile, innegabile la propensione dei gay alla arti decorative, e al bello , allo chic, alcuni la desumono dalla femminilità, essendo la donna sempre stata la decorazione del potere maschile, essendo i gay  femminili, ergo prendono dalle donne questa vocazione allo
chic,,,, mentre gli uomini hanno il potere reale hard e sostanziale…. bene …
è certo per esempio e per continuare in questa disamina, che mentre i muratori e gli
ingegneri sono prevalentemente maschi eterosessuali, al contrario  architetti e interior
decorators sono donne e anche spesso  gay… gli uni hanno a che fare con cose serie e
pesanti come mattoni numeri  e calcoli  e cemento e prove di resistenza,  etc, gli altri o meglio  le altre con sete piume, divani, candelabri e taffettà …
mi venivano questi pensieri leggendo  l’esito del recente Sinodo dei vescovi sulla famiglia, , che ha ribadito se mai ce n’era bisogno che l’omo sessualità non è nei disegni dell’universo di dio...posizione che era  stata anticipata dal cardinale Walter Kasper nella sua intervista al corriere,  (cfr mio post precedente) intervista per certi versi interessante perché mentre condannava  dicendo, non rientrano nei disegni originari di dio ammetteva  eppure i gay
ci sono, esistono… che ricorda molto il galileiano “eppur si muove”… anche perché
ci vorrà un lasso temporale analogo a quello che c’è voluto per chiedere scusa

a Galileo e ammettere la teoria eliocentrica,  per chiedere scusa agli omosessuali
maltrattati..
Questa storia che dio disegna l’universo e la natura e il mondo e poi qualcosa appare nel mondo che non risponde ai suoi disegni originari ha ovviamente a che fare con una concezione personalistica e antropomorfa di dio e conseguentemente della natura...
Dio è qualcosa di antecedente e diverso dalla natura da lui creata, è una concezione del mondo trascendentale e finalistica, dio crea il mondo con degli scopi, il mondo e la natura non sono dio, ma qualcosa di differente, Dio viene prima del mondo e della natura e la crea con dei disegni e con degli scopi in testa. In questa concezione è possibile pensare che l’omosessualità pur esistente nel mondo e  in natura possa essere considerata innaturale, come qualcosa che  evidentemente è andato storto al momento della realizzazione da parte dei muratori dei geometri o di chi altro’ del progetto originario di dio ingegnere della casa universo….
mentre al contrario in una concezione diciamo così spinoziana del mondo, immanente e panteistica  coincidendo dio con la natura, il mondo e la natura si aprono al molteplice, non si può pensare che esista in natura qualcosa di innaturale.
Goethe infatti che era un grande osservatore della natura   e conoscitore di Spinoza afferma che nulla esiste in natura contro natura nel famoso frammento .Die Natur Fragment (Aus dem »Tiefurter Journal« 1783)
Man gehorcht ihren Gesetzen, auch wenn man ihnen widerstrebt, man wirkt mit ihr, auch wenn man gegen sie wirken mit.
Obbediamo alle sue leggi, anche quando le resistiamo; operiamo con lei, anche quando vogliamo operare contro di lei
E ovvio che dio e natura sono concetti talmente vaghi e generali che se ne appropriano coloro i quali, perlomeno con atto di superbia, si credono e nominano intrepreti privilegiati di dio .. e scienziati,  in realtà   la concezione finalistica  trascendentale del mondo è ipostasi di un progetto precostituito e la proiezione, umana tanto umana, di una apologia di una gerarchia di una vocazione autoritaria all’ordine e al comando, , …
che in ogni caso  se vogliamo ipotizzare l’esistenza di un dio ingegnere maschio barbuto muscoloso e col compasso, come è giusto che sia un ingegnere, come è giusto che sia un  dio e come l’ha visto e disegnato Blake allora dobbiamo anche ipotizzare l’esistenza di una divinità minore, un'aiutante, donna e frivola o checca che nella realizzazione dei  progetti originari di dio per l’universo casa ha inserito anche l’omosessualità,  era un decoratrice  d’interni o una parrucchiera. Maledetta parrucchiera.
http://platinette.blog.deejay.it/2014/01/30/sanremo-story-canzoni-tra-vestite-maledetta-parrucchiera-ossigenata-version/
tag
stereotipi di Genere, stereotipi professionali, stereotipi immagini di dio, Goethe, Spinoza. omosessualità, finalismo trascendentale, panteismo, dogmatica, intolleranza, superstizione, autoritarismo.








Nessun commento:

Posta un commento