martedì 11 agosto 2015

Il Poverello di Montichiari. Il grande monteclarense si lamenta che i suoi libri dati a prestito gratis nelle biblioteche pubbliche non gli rendono niente

                                       Aldo Busi o dell’invidia.


                                        Aldo naufrago nell'isola dei famosi. 

Una delle storie più divertenti di Busi   è che era indeciso nel comprare la sua grande villa a Montichiari dove ora abita, così grande, con un soggiorno che da solo è 80 metri quadrati- Per fare che? –
La madre la famosa madre contadina e scoreggiona e per questo più elegante di una duchessa, gli ha risposto – Ma per fare invidia!-
-Allora- dice il Busi -l’ho comprata.-  .
L’invidia diceva  Enzo Biagi è tra i sentimenti il più sprecato, voleva dire che a volte c’è poco o niente da invidiare, per esempio non vale la pena invidiare i ricchi perché “Os Ricos também Choram”. E lui si riferiva alla storia del  figlio  di Giannì Agnelli, Edoardo, che ha finito la sua vita infelice gettandosi da un ponte sull’autostrada.
Purtroppo non è sempre facile comandare i propri sentimenti, io ho sempre invidiato Aldo Busi, ma sto pensando che Biagi aveva ragione.
 Perché  se il successo è godere dell’ invidia di quelli che non ce l’hanno,  la persona che aspira ad essere invidiata dovrebbe perlomeno darsi un’aria di  placida soddisfazione, perché dovrei invidiare il Busi così scontento insoddisfatto, pieno di risentimento e acredine che emerge dalla intervista



 in cui signora come le vere signore che non parlano mai di soldi e di piedi, come la mamma scoreggiona, parla solo di soldi, ce l’ha con  la casa editrice Adelphi, che ha  pubblicato il suo primo libro Seminario sulla Gioventù,. ma  gliene  ha fatto guadagnare pochi, è invece pieno di gratitudine per la Mondadori che gliene ha fatto guadagnare tanti, previa sua diabolica capacità nel contrattare.
E arriva al punto veramente divertente, nella sua paradossalità, di accusare persino le biblioteche pubbliche che prestano i suoi libri gratis
Da quale logica dovrebbe discendere la pretesa  di Busi di essere preso a  modello di impegno etico non è chiaro (a chi? al giovane disoccupato e precario che non può che leggere allibito Busi parlare di Milioni come di noccioline )  perché etica è per definizione interesse generale mentre sembra che lui abbia sempre perseguito con determinazione e con grande successo  il suo interesse molto particolare.
In realtà la logica di Busi è quella del risentimento, che non contempla soddisfazione, riconoscenza o gratitudine, (che dovrebbe essere ovvia nei confronti dell’Adelphi, più che della Mondadori )
al contrario si deve mordere la mano che più ti ha aiutato,   … la serva rimane tutta la vita serva e ricorda con astio  la sua ex padrona, la marchetta che è stato costretta a  dare il culo a pagamento non  riuscirà mai ad avere indietro con tutti i soldi  l’innocenza  perduta.



giovedì 6 agosto 2015

Gli esperti alla Rai e le battutine con cui Renzi governa l'Italia




Tutti gli esperti sono medial-statali, e solo in quanto tali sono riconosciuti esperti. Ogni esperto serve il suo padrone, perché tutte le condizioni di indipendenza sono state pressappoco azzerate dalle condizioni di organizzazione della società attuale. Naturalmente, l’esperto che serve meglio è l’esperto che mente. Coloro che hanno bisogno dell’esperto sono, per motivi diversi, il falsificatore e l’ignorante. Quando l’individuo non si raccapezza più da solo, sarà rassicurato puntualmente dall’esperto”, come sin troppo spesso è accaduto anche all’elettore al momento del voto. L’ignoranza e la disinformazione di chi è governato fanno infatti da specchio all’ignoranza strategica di chi governa, puntualmente registrata da Debord negli anni del riflusso – al culmine della naturalizzazione politica del capitale: “Uno Stato nella cui gestione si insedia in modo duraturo un grande deficit di conoscenze storiche non può più essere guidato strategicamente”, cioè con degli obiettivi a lungo termine, ma solo tatticamente, per vincere la competizione elettorale.

http://www.kainos-portale.com/index.php/saggi-portale/224-il-capitalismo-divino-e-la-morte-di-dio