giovedì 26 febbraio 2015

Vorrei tanto scomparire ma ho paura che non se ne accorga nessuno


Ormai il giornale lo leggo solo al bar, compralo a fare?, le notizie si sanno già il giorno prima, l’unica cosa per cui varrebbe compralo è qualche recensione qua  e  là , l’inserto culturale, il quotidiano da tempo si è settimanalizzato leggiamo solo i titoli e qualche articolo culturale,  ecco dunque che stamattina mi capita Nella Repubblica di leggere a  recensione su
  L arte di scomparire , di tale Pierre Zaoui  
non lasciarsi prendere dalla seduzione dall’apparire , il sollievo di poter placare finalmente l’ansia di mostrarsi. Lontano dalle vetrine sfolgoranti, dal calcolo prudente, dalla paura o dal desiderio di essere notati, l’anima discreta offre al mondo una presenza giusta, misurata.In una società che vive di apparenza e spettacolarità, la discrezione è una necessaria forma di resistenza. Spegnere i riflettori, abbassare il volume, godere dell’anonimato sono gesti politici prima che morali….
Pubblicato dal Saggiatore che è una casa abbastanza seria.  Tra i tanti bidoni che vengono pubblicati questo mi sembra veramente eclatante .
Ma chi è questo Zaoui? insegna filosofia all’Università di Parigi VII?, ma potrebbe tenere le poste del cuore di Novella 2000, sostituire egregiamente la Aspesi con la banalità delle sue affermazioni.  (No la Aspesi in realtà è più intelligente) Devo comprare un libro del Saggiatore per imparare ad accettare la sfiga come una condizione privilegiata?
Scomparire da che cosa che cosa che non siamo mai comparse?, di quale anonimato dovrei godere più i quello che ho che non mi caga nessuno  e non mi riconosce più nemmeno la mia fornaia di Via Capriolo?. . Quale riflettore dovrei spegnere che non ne ho mai avuti, i lampioni di vicolo Borgondio?  che è già abbastanza buia  (ebbene si Mimosa Moon sta piangendo con molta dignità ma sta piangendo)
Saranno mica riflettori i due amici che ho su Facebook e che,  danno l’impressione a qualcuno di esistere? a   qualcuno ma non certo a me:
Ma cara scomparire può permetterselo la Mina tanto le parrucchiere ad ogni Natale corrono a comprare il cd con le canzoni orrende scritte dal figlio…
Questa storia dello scomparire mi ricorda tanto quella di una giornalista di poco successo, che passati i 60  colta da  delirio paranoico persecutorio si era nascosta, senza dirlo nemmeno ai parenti più stretti, in un hotel della periferia romana e lì aveva cominciato a scrivere un diario che dopo il  suicidio che lei stava meditando, avrebbe sconvolto l’Italia e il  mondo intero
Ebbene della sua scomparsa non se ne è accorto nessuno, non l’hanno cercata neanche i parenti . Del suo suicidio un articoletto di cronaca in quarta pagina e fu tutto li. Del diario neanche parlane deve essersi perso da qualche parte. Non interessa a nessuno

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