venerdì 21 marzo 2014

La primavera era sacra, e non era il Bolero, così come Wally Simpson non era Coco Chanel



In un trionfo neo-pompeiano vantiniano, candelabre, grottesche sfingi ed obelischi, con un filo di perle, pacata,  intonata e garbata, la professoressa Cristina Baldo 


ha spiegato all'Ateneo di Brescia, oggi 21 marzo 2014,  primo giorno di primavera, a cent'anni di distanza della sua prima a Parigi,  che “Le Sacre du Printemps”, non è una sagra, di paese, ne fiera di campagna, ma qualcosa di  più orrido, primitivo e sacro, 
... e devo dire che per me che l'ho sempre confusa con il Bolero di Ravel,  e che cioè a forza di dai e dai,  di ripetere il solito giro di frasi  musicali ipnotico e ossessivo  alla fine lei gliela da, è stata una scoperta. 
No, non è così, è il sacrificio umano rituale della vergine, che così si rinasce tutti più belli e più forti di pria...morte e rinascita  ..

Stravinsky scopava con Coco Chanel, 




che non era Wally Simpson, 

qui assieme al consorte ex re d'Ighilterra. 



anche quelle le ho sempre confuse, Coco Chanel era meglio della Duchessa di Windsor...
meglio di tutti era Nijinsky



che quella checcona orrenda di Sergei Diaghilev


ha fatto diventare matto. 
Nisjinsky si era sposato apposta per sfuggire alle grinfie possessive dell'impresario dei balletti russi a Parigi. Lui gliel'ha fatta pagare , e Njisinsky è finito  matto al manicomio. 
L’orrido, la bellezza, la morte il sacrificio, la crudeltà dei rapporti umani…..  da piangere...un prosecco, un'oliva? uno stuzzichino? si tira avanti...cosa vuoi mai.


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