martedì 10 dicembre 2013

Rottamate? No, ristrutturate! La vittoria di Renzi vista da vicolo Borgondìo.

Ho iniziato da tempo l’upgrade di vicolo Borgondio, con una strategia di re- branding.  Branding is strategic. Marketing is tactical. Modestamente su queste cose so tutto, ho fatto un corso, ne so più del berlusca che ogni anno cambia nome al suo partito.  
In pratica ho cominciato a pronunciare Borgondio, Borgondìo. Mettere Dio in una parola, è ovvio, gli dà una aura perbene, sacralità rispettabilità.  E il dubbio ormai serpeggia sulla pronuncia, “ma si dice Borgondio o Borgondìo”, “Borgondìo” rispondo io, tranquillissima, con quel tono molto as a matter of fact, che non ammette repliche e rende indisputabile ogni cosa che si dica.  Per cui questo vicolo stretto e buio del profondo Carmine, nell’ombelico più profondo della Brescia permale, che soffre ancora della stigma del fatto che un tempo le puttane stavano lì col loro seggiolino a aspettare i clienti, e dove io ho comprato quasi tutto il lato destro (quello più fashionable direbbe Lady Bracknell: anche se lei parlava di Belgrave Square, ma fa niente) ha cominciato a risorgere
Mi resta solo far sloggiare il Circolo anarchico E.Bonometti al civico numero 6, che dà al vicolo una cattiva reputazione, (ma sto operando in tal senso), minacciare fisicamente la Gloria perché la finisca di venire a fare marchette il pomeriggio, seppur senza tanto successo,  che se ne stia nel suo squallido appartamento di Brescia 2, invece che qui nel centro del più centro storico!
 E anche fare pressione sul comune perché porti nella periferia sud, quella più inquinata dal PCB , il gruppo di alcolisti e drogati anonimi che si riunisce a palazzo Calini  del n 29.
Perché Il palazzo Calini del n 29,  à propos, è uno dei rari esempi di dimora nobile bresciana del quattrocento meriterebbe altre frequentazioni, i suoi saloni erano affrescati da Floriano Ferramola, con soggetti tratti dalle Metamorfosi di Ovidio, in parte ora a santa Giulia, mentre l’elegante ed elaborata scena della Giostra inPiazza della Loggia è al Victoria and Albert Museum di Londra
Se Dio vuole il palazzo domenica 8 dicembre, dell’immacolata, ha rivissuto un giorno di gloria, adatto alle sue nobili origini in occasione delle primarie del PD, (Partito Democratico).



                                  Brescia . Palazzo Calini, vicolo Borgondìo, Lato orientale della corte interna

Per la verità io domenica scorsa ero lì indifferente e ignara a pascolare la Bimba, la mia barboncina, il primo pomeriggio e ho cominciato a percepire un via vai non comune, ho visto arrivare trafelata la Dori Rubagotti (nome fittizio of course) già ramo posate e affini in quel di Lumezzane da tre generazioni, ora per via dei cinesi riciclata con successo  nel terziario e nell’ immobiliare-finanziario tra Singapore e Brasile via Lussemburgo, palazzo ex Calzaveglia in via Dante ora appunto Rubagotti.
-cara le faccio- ma non eri Madonna di Campiglio ‘ sei scesa per la prima della Scala?- -No per le primarie del Pd- fa lei , come se fosse una militante di vecchia data, lei che non riuscirebbe a sembrare povera nemmeno vestita da Zara, e ha sempre votato Movimento Sociale. -Anzi mi dici dov’è la sala civica di vicolo Borgondio, -
-Borgondìo, si dice Borgondìo-, Ho precisato. -E’ nel palazzo Calini al numero 29- Faccio io e gliela indico. E stavo iniziando la storia degli affreschi del Ferramola, ma lei è scappata. Andava a votare Renzi mi ha spiegato.
E dunque io ero lì che con molto senso civico raccoglievo le cacchine della Bimba, quando ti vedo arrivare anche la signora Soresina (nome fittizio of course) la regina del grana padano, palazzo  già Uggeri ora Soresina in via Musei, la regina del grana padano, tanto per dire , è stata l’unica a essere stata invitata al matrimonio di William e Kate a Londra, per via  che hanno una villettta  alle Bahamas, e sono vicini di casa  degli Windsor.
Non sono mai stata ricevuta nel palazzo di via Musei, ma ci salutiamo. Anche lei, povera, non ci è mai stata in vicolo Borgondìo, era la prima volta, per cui ho dovuto spiegarglielo, Palazzo Calini al numero 29, e ho cominciato a contare la  famosa storia del Ferramola, ho cominciato a  contarle che durante il Sacco di Brescia del 1512 , di Gastone de Foix, il Ferramola stava affrescando il palazzo dei Calini, improvvisamente i soldati che giravano la città uccidendo e saccheggiando, sono entrati lì, e il Ferramola era intento a dipingere, i soldati hanno cominciato  a minacciarlo perché volevano i soldi e il nascondiglio del denaro. Lui serafico ha risposto: «Io ho da fare, andate da mia moglie che ve lo dirà » e ha  continuato a dipingere   Ma non avevo ancora finito la storia che Madame Soresina era già scappata, a votare il Renzi, mi ha urlato nelle orecchie.
E insomma, visto che c’ero  mi sono messa lì come un vigile urbano, con molto senso civico a dare indicazione alle signore che andavano a votare Renzi nel salone civico del Comune  a Palazzo Calini vicolo Borgondìo numero 29, e ho visto passare anche la Sala Gori (nome fittizio of course) che la sorella gli è appena morta l’anno scorso col marito che erano in vacanza in Venezuela e con il figlio di Missoni, e avvocati, chirurghi di gran fama, notai, farmacisti ,di quelli che ne hanno una catena tipo McDonald's, mica geometri e ragionieri, professionisti di infimo livello, ma il fior fior fiore del professionismo bresciano, gente col 740 chilometrico, alcuni venuti direttamente nel vicolo col loro fuoristrada, tutti vestiti a puntino, scarpe di Borghini, cappottini Armani, Monclair, Burberry etc, anche  se il faut le dire, neanche tanto giovani ma tutte sui cinquanta, rifatte, ristrutturate più che rottamate, dal botulo e dal lifting,  a votare per il principe dei rottamatori. Ma cosa vuoi mai le contraddizioni in seno al popolo..  
Alla fine ho scoperto l’arcano, la sala civica di vicolo Borgondìo al numero 29 era l’unica sede dove potevano  votare i residenti del centro storico di Brescia, e siccome gli extracomunitari del Carmine non votano, i compagni non sono andati a votare Renzi, le vecchiette residue che abitano al Carmine manco lo sapevano, la classe operaia non esiste più,  erano tutti loro, quelli dei palazzi del centro con la Mercedes nel garage.
 E io che non volevo dare due euro ai comunisti allor cosa vuoi mai, un filo di cipria un cappottino Armani e sono andata anch’io a votare pe le primarie del PD, Renzi (of course)
Per vicolo Borgondìo però è stato un giorno di gloria, il mio upgrading sta funzionando.    


1 commento:

  1. Molto, molto gradevole...sei la solita perfida e ironica My-mosa :-) Roberto Bianchi

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