martedì 23 aprile 2013

Pop, chic, camp, spie, James Bond e la Josephine.


La mia amica Josephine sostiene di aver fatto un bofil a Sean Connery in una sauna parigina alla fine degli   anni 90, ma siccome non capita a tutte le ragazze tutti i giorni di fare un bofil a James Bond, non le pareva neanche vero, e per la verità non era neanche sicura. . Anche se moriva dalla voglia, pur nell’incertezza di telefonare subito a Bergamo e di dirlo alla Lolly detta il Gazzettino , che avrebbe diffuso la notizia, pur in tempi pre internet, in tutta la trans e cis/padania, in un nano di nanosecondo. Cosicché ha commesso. l’imprudenza. di andare a chiedere alla tenutaria della sauna se il tipo a cui aveva appena fatto il bofil era proprio lui, Sean Connery, alias James Bond, apriti cielo, non l’avesse mai fatto, e la privacy dei clienti, e ici on n’est pas en Italie, etc. insultata e dileggiata come Italienne e accompagnata alla porta. Anche se poi la Josephine ha poi deciso lo stesso, di acquisire come filogicamente accertata l’identità di Sean Connery, e di metterlo nello sterminato repertorio di uomini illustri a cui lei aveva fatto il bofil.
D’altra parte cosa deve fare una ragazza per avere la certezza di chi ha a che fare nei momenti di intimità, una microcamera nell’ombelico? Farsi accompagnare da qualcuno che ci veda bene anche al buio, anche tra i vapori, come si dice facesse un leader gay illustre, molto miope, che si faceva accompagnare da qualcun altro che ci vedeva bene,( come Belfagor, la mostra del Louvre,  da un bambino) nei luoghi di batoige, a cui poi chiedeva, com’era?, com’era? Il tipo con cui aveva appena consumato. L’altro era ovviamente costretto alla menzogna, il va sans dire.
James Bond come icona gay camp e quant’altro nel divertente libro, di Fabio Cleto

Fabio Cleto è  la massima autorità in Italia sul camp. Il suo stile è un tantinello troppo da giornalista di costume anni settanta, quasi che debba mimeticamente riflettere la materia trattata, essere chic camp a tutti i costi, risulta a tratti sforzato e faticoso, un po’ di understatement, mia cara, ars celat artem . Sarebbe stato più divertente un contappunto stilistico plumbeo funereo.
Consiglio di leggere le prime trenta pagine a sbafo sul vostro tablet,  offerto dal Saggiatore, il resto si può facilmente immaginare. Come diceva Andy Warhol, non sono andato in quel posto perché i giornali hanno scritto che c’ero già stato, non è proprio la stessa cosa, ma qualcosa del genere. 

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