martedì 10 dicembre 2013

Rottamate? No, ristrutturate! La vittoria di Renzi vista da vicolo Borgondìo.

Ho iniziato da tempo l’upgrade di vicolo Borgondio, con una strategia di re- branding.  Branding is strategic. Marketing is tactical. Modestamente su queste cose so tutto, ho fatto un corso, ne so più del berlusca che ogni anno cambia nome al suo partito.  
In pratica ho cominciato a pronunciare Borgondio, Borgondìo. Mettere Dio in una parola, è ovvio, gli dà una aura perbene, sacralità rispettabilità.  E il dubbio ormai serpeggia sulla pronuncia, “ma si dice Borgondio o Borgondìo”, “Borgondìo” rispondo io, tranquillissima, con quel tono molto as a matter of fact, che non ammette repliche e rende indisputabile ogni cosa che si dica.  Per cui questo vicolo stretto e buio del profondo Carmine, nell’ombelico più profondo della Brescia permale, che soffre ancora della stigma del fatto che un tempo le puttane stavano lì col loro seggiolino a aspettare i clienti, e dove io ho comprato quasi tutto il lato destro (quello più fashionable direbbe Lady Bracknell: anche se lei parlava di Belgrave Square, ma fa niente) ha cominciato a risorgere
Mi resta solo far sloggiare il Circolo anarchico E.Bonometti al civico numero 6, che dà al vicolo una cattiva reputazione, (ma sto operando in tal senso), minacciare fisicamente la Gloria perché la finisca di venire a fare marchette il pomeriggio, seppur senza tanto successo,  che se ne stia nel suo squallido appartamento di Brescia 2, invece che qui nel centro del più centro storico!
 E anche fare pressione sul comune perché porti nella periferia sud, quella più inquinata dal PCB , il gruppo di alcolisti e drogati anonimi che si riunisce a palazzo Calini  del n 29.
Perché Il palazzo Calini del n 29,  à propos, è uno dei rari esempi di dimora nobile bresciana del quattrocento meriterebbe altre frequentazioni, i suoi saloni erano affrescati da Floriano Ferramola, con soggetti tratti dalle Metamorfosi di Ovidio, in parte ora a santa Giulia, mentre l’elegante ed elaborata scena della Giostra inPiazza della Loggia è al Victoria and Albert Museum di Londra
Se Dio vuole il palazzo domenica 8 dicembre, dell’immacolata, ha rivissuto un giorno di gloria, adatto alle sue nobili origini in occasione delle primarie del PD, (Partito Democratico).



                                  Brescia . Palazzo Calini, vicolo Borgondìo, Lato orientale della corte interna

Per la verità io domenica scorsa ero lì indifferente e ignara a pascolare la Bimba, la mia barboncina, il primo pomeriggio e ho cominciato a percepire un via vai non comune, ho visto arrivare trafelata la Dori Rubagotti (nome fittizio of course) già ramo posate e affini in quel di Lumezzane da tre generazioni, ora per via dei cinesi riciclata con successo  nel terziario e nell’ immobiliare-finanziario tra Singapore e Brasile via Lussemburgo, palazzo ex Calzaveglia in via Dante ora appunto Rubagotti.
-cara le faccio- ma non eri Madonna di Campiglio ‘ sei scesa per la prima della Scala?- -No per le primarie del Pd- fa lei , come se fosse una militante di vecchia data, lei che non riuscirebbe a sembrare povera nemmeno vestita da Zara, e ha sempre votato Movimento Sociale. -Anzi mi dici dov’è la sala civica di vicolo Borgondio, -
-Borgondìo, si dice Borgondìo-, Ho precisato. -E’ nel palazzo Calini al numero 29- Faccio io e gliela indico. E stavo iniziando la storia degli affreschi del Ferramola, ma lei è scappata. Andava a votare Renzi mi ha spiegato.
E dunque io ero lì che con molto senso civico raccoglievo le cacchine della Bimba, quando ti vedo arrivare anche la signora Soresina (nome fittizio of course) la regina del grana padano, palazzo  già Uggeri ora Soresina in via Musei, la regina del grana padano, tanto per dire , è stata l’unica a essere stata invitata al matrimonio di William e Kate a Londra, per via  che hanno una villettta  alle Bahamas, e sono vicini di casa  degli Windsor.
Non sono mai stata ricevuta nel palazzo di via Musei, ma ci salutiamo. Anche lei, povera, non ci è mai stata in vicolo Borgondìo, era la prima volta, per cui ho dovuto spiegarglielo, Palazzo Calini al numero 29, e ho cominciato a contare la  famosa storia del Ferramola, ho cominciato a  contarle che durante il Sacco di Brescia del 1512 , di Gastone de Foix, il Ferramola stava affrescando il palazzo dei Calini, improvvisamente i soldati che giravano la città uccidendo e saccheggiando, sono entrati lì, e il Ferramola era intento a dipingere, i soldati hanno cominciato  a minacciarlo perché volevano i soldi e il nascondiglio del denaro. Lui serafico ha risposto: «Io ho da fare, andate da mia moglie che ve lo dirà » e ha  continuato a dipingere   Ma non avevo ancora finito la storia che Madame Soresina era già scappata, a votare il Renzi, mi ha urlato nelle orecchie.
E insomma, visto che c’ero  mi sono messa lì come un vigile urbano, con molto senso civico a dare indicazione alle signore che andavano a votare Renzi nel salone civico del Comune  a Palazzo Calini vicolo Borgondìo numero 29, e ho visto passare anche la Sala Gori (nome fittizio of course) che la sorella gli è appena morta l’anno scorso col marito che erano in vacanza in Venezuela e con il figlio di Missoni, e avvocati, chirurghi di gran fama, notai, farmacisti ,di quelli che ne hanno una catena tipo McDonald's, mica geometri e ragionieri, professionisti di infimo livello, ma il fior fior fiore del professionismo bresciano, gente col 740 chilometrico, alcuni venuti direttamente nel vicolo col loro fuoristrada, tutti vestiti a puntino, scarpe di Borghini, cappottini Armani, Monclair, Burberry etc, anche  se il faut le dire, neanche tanto giovani ma tutte sui cinquanta, rifatte, ristrutturate più che rottamate, dal botulo e dal lifting,  a votare per il principe dei rottamatori. Ma cosa vuoi mai le contraddizioni in seno al popolo..  
Alla fine ho scoperto l’arcano, la sala civica di vicolo Borgondìo al numero 29 era l’unica sede dove potevano  votare i residenti del centro storico di Brescia, e siccome gli extracomunitari del Carmine non votano, i compagni non sono andati a votare Renzi, le vecchiette residue che abitano al Carmine manco lo sapevano, la classe operaia non esiste più,  erano tutti loro, quelli dei palazzi del centro con la Mercedes nel garage.
 E io che non volevo dare due euro ai comunisti allor cosa vuoi mai, un filo di cipria un cappottino Armani e sono andata anch’io a votare pe le primarie del PD, Renzi (of course)
Per vicolo Borgondìo però è stato un giorno di gloria, il mio upgrading sta funzionando.    


sabato 12 ottobre 2013

Pier Paolo Pasolini sul lungolago di Salò, in una serata d’autunno.


Pier Paolo Pasolini sul lungolago di Salò, in una serata d’autunno.
 
 

Il povero a Salò c’era già stato,

Sequenze inziale di Salò-Sade, un cartello stradale, l’insegna, Salò e poco altro. Poi tutto interni, rigoroso décor anni trenta, dove la Giorgi recitava.

Ultimo tragico film, ma come è vero che le cose si ripetono due volte…

Il ritorno in bar del lungolago, leccato e pettinato, un bar tutto bianco, bomboniera, sembra il salotto buono di mia zia Lina,

lui che amava le periferie diroccate e i pratoni desolati della Casilina!

Il deserto, sera fredda quasi invernale, nel bar una musica atonale per creare l’atmosfera.

-pirulì pirulà, lala piru, piru pir, bim  bum bam-

Cos’è Sciarrino, Cage o la Berberian già Berio?

Who knows?

Ma perché questa musica se sugli schermi continuano a succedersi le immagini del Berlusca e del Dudu, di Alfano e della Santadechè, della Pascale ?

Perché?

Bisogna soffrire! Questo è il mondo in cui ci tocca vivere. Siamo a Salò una sera fredda autunnale a sentire recitare Pasolini. E’ un evento culturale.

Si mangia?

Defrosted sandwich.

Orribile, perché mi hai portato qui, dico alla Bigi,

Un Groppello , due, per attutire la pena e non sentire.

Ma la prego chiuda i televisori. Non mi faccia vedere la Santanchè, potrei morire.  

Arriva l’organizzatrice dell’evento culturale, è alta magra, pelata e tatuata, ha la gamba fasciata in jeans di marca,

il va sans dire.

E corredo di professoresse locali e alunni precettati.

Quando si dice una captive audience!

Ciricì, ciriciciò, baci complimenti e abbracci, come anche tu qui! E’ un evento culturale.

La foto è dell’attore:

Dostoieskiano- fa la professoressa adorante.

Sediamoci qui, al riparo della contraria, siamo anime sensibili, inclini al suicidio, ma proprio per questo dobbiamo evitare i reumatismi e il raffreddore, non trova desolante l’obsolescenza programmata dei gadget tecnologici nella società contemporanea? -

Ma cara, mi verrebbe da dire, anche noi siamo programmate per morire,

un giorno,

come i replicanti delle falci rotanti, né più né meno, ha mai sentito parlare della tendenza alla degradazione e al caos dell’universo intero? è la legge, la seconda, la dispersione di energia. Nulla dura al mondo e moriamo un poco anche noi qui stasera, qui sole e desolate, per l’evento culturale, in una sera fredda, deserta, quasi invernale.

Ciriciciriciciò, un Aperol, un Campari, un Punt e Mes? No, quello non c’è, è anni sessanta, non s’usa più.

La presentazione e i ringraziamenti prima dell’evento è d’uopo, va l’organizzatrice al microfono, prima di tutto al bar bomboniera, e poi a tutta la filiera organizzativa, sponsor parenti amici, e il preludio di altri eventi importanti culturali, un attore famoso che viene da Roma, per noi poverette in questa valle di lacrime di Salò, senza arte e cultura (è vero). Però vicino è Gardone, e il fantasma del nano cocainomane e le puttane a camionate veicolate da Brescia al Vittoriale.
Non c’entra, lo so, e insomma la pelata tatuata ringrazia presenta e annuncia.

La parola va finalmente all’attor dosteieskiano che sussurra, quasi col microfono ha un rapporto orale, è una disgrazia dopo la musica atonale.

Legge la poesia, che non è, ultimo affronto del povero Pier Paolo, ma di tale Carlotta da Gavardo, poetessa soi disant “bambina” anche se ha passato la settantina e si accompagna a marito cadaverisé.

Carlotta, mai nome fu più appropriato per poetessa bambina di Gavardo,  (proprio non c’entra con il poeta maledetto della Casilina), come evitare reminiscenze gozzaniane, loreti impagliati, interni borghesi, per bene, frutta di gesso, e le  povere rime, così appropriate, baciate, della Carlotta cuore amore dolore, le più antiche e difficili, diceva il poeta,

come evitare che la Carlotta lo strappi, lo prenda vigorosamente in mano per succhiarlo,  

il microfono, il microfono, cara professoressa, altro che gadget obsoleto,  è un oggetto conteso nella nostra società,

 sussurrare,  (Pasolini può aspettare).

Osa la Carlotta anche piccolo gioco di società per ringraziare, le mani in alto, sul tavolo, il dito nel culo nell’ occhio del vicino. (Non è vero la mia cronaca è infedele, ma sarebbe stato perlomeno più divertente).

Amen.

Si riappropria il dostoiekiano del microfono, per sussurrare Pasolini. Non è finita ci tocca aspettare, sera d’inverno, no autunnale, evento culturale.

Sono ormai quasi le dieci di sera, nel bar bomboniera, sul lungolago pettinato leccato di Salò. Mussolini quando era qui si lamentava dei vapori di bromuro che esalavano dal lago.

Il dostoieskiano sbaglia il ritmo delle frasi, scanna le parole, e ciononostante insiste nel tono tragico e  trenodico, forse non l’ha letta con attenzione, ma cosa c’entra, l’importante è il tono,  non le parole.

E’ prosa poetica, spiega la professoressa,

appunto

andrebbe letta con voce normale, senza esagerare, senza interpretare…

 

O ma che importa? intanto arriva la torta,

al mascarpone

e un’ovazione, il finale ringraziamento della pelata tatuata

(magra alta slanciata fasciata nei jeans firmatissimi).

La prossima volta Baudelaire, forse quelle di Wystan Hugh, che si rivolterà nella tomba con Chester Kallman..

Quanti erano i pompini che faceva Pasolini nel pratone desolato della Casilina? Dodici o di più?

ma quelli erano altri tempi, forse il pratone non c’è più, Pasolini è morto di nuovo questa sera nel bar bomboniera,

 e ci è venuto il mal di pancia,  sarà stato il freddo, il sandwich gelato,  il punt e mes, o  la torta al mascarpone?

(Continua il ciricicicciò di professoresse, alunni,  poetesse, organizzatrici, attori, in reciproca ammirazione).

 

martedì 10 settembre 2013

Casaleggio alla fiera Ambrosetti di Villa dell'Est

Ha il nome di un formaggio ma assomiglia al triste Angelo Branduardi, è andato a spiegare a Monti e altri banchieri al convegno di Villa d’Este, perché il web è importante ed è più democratico della televisione.  (no flashes  thank you)
Ogni tanto minaccia di andarsene dalla sua creatura se la creatura smette di obbedire ai suoi ordini.
Non s’era mai visto un capo politico che minaccia “me ne vado”  e non si capisce perché la sua minaccia risulti tanto minacciosa.


Angelo Branduardi
In fondo in democrazia nessuno è insostituibile, e la correzione dell’errore è più facile,  è il suo bello, la democrazia non è il sistema più perfetto ma funziona di più che ne so di una dinastia o di un sistema totalitario, dove gli errori non si correggono ma si nascondono e vengono perpetuati, mentre il feudalesimo era  un sistema di dipendenza personale, la democrazia è  un sistema  di relazioni impersonali o perlomeno meno legato alle persone, che sono sostituibili : rimane la costanza della  legge. (Quello che il povero Berlusconi non ha mai capito poverino)
 Ma perché la sua minaccia ha il sapore della serrata, il padrone che chiude i cancelli della fabbrica e lascia a spasso gli operari. E gli operai ovviamente non sono in grado di gestire la fabbrica, non hanno i soldi né il know how. Gli operari non possono sostituirsi al padrone.

La fabbrica non è un sistema democratico. Allora come mai il web dovrebbe essere più democratico?’  non capisco, c’è qualcosa che non quadra. 

domenica 12 maggio 2013

Historia di Jephte


Mymosa  va anche quest'anno come tutti gli anni al Festival Claudio Monteverdi di Cremona



ven 10 maggio 2013 21:00 - Chiesa di S.Marcellino, c'era
VANITAS VANITATUM, L’Oratorio barocco a Roma, con Musiche di Giacomo Carissimi, eseguiti dal
Complesso  DELITIAE MUSICAE, diretti da Marco Longhini
Tra gli oratori la lugubre  Historia di Jephte, che racconta come prima di intraprendere la guerra con i pagani  Ammoniti Jephte  pronuncia questo voto: "Se ritornerò vincitore, chiunque per primo uscirà da casa mia per venirmi incontro, sarà del Signore e lo offrirò in olocausto (Giudici 11,30-31)
Ovviamente voleva rottamare la moglie di cui era stufo, ma lei era furba e quando Jephte torna vincitore lei  gli manda avanti la figlia,  mentre lei sta dietro pensando: adesso voglio vedere come la metti.
La figlia è un po' incazzata è ovvio  continua a lamentarsi sono ancora vergine , sono ancora vergine.
Ecce moriar virgo et
non potero morte mea
meis filiis consolari
Plorate, filii Israel, plorate virginitatem meam;
et Jephte filiam unigenitam in carmine doloris
lamentamini
 Insomma continua a ripetere che muore vergine, ed è la cosa che le dispiace di più. 


Ma  Jephte è inflessibile i voti sono voti, è costretto a immolarla. la moglie l'ha fatta fuori subito dopo senza la scusa di dover fare un sacrificio.
Il basso non riusciva a prendere le note che fossero più in alto del fa della chiave di basso.
La regia di tale Filippo Tonon  che obbligava  i cantanti a avvolgersi in lenzuola,  inutile e velleitaria, meglio farli star fermi e cantare  sul serio, no?







Meno male che il giorno dopo al Ponchielli c'è stato Jordi Savall. con LA DINASTIA DEI BORGIA Chiesa e potere nel Rinascimento



 La storia dei Borgia è una cornice pretestuosa e rabberciata, Popolizio voce  recitante  si sente assoultamente fori posto L'unico testo che abbia un senso è l'editto della cacciata dei moriscos da Valencia. Serata tuttavia gradevolissima.
Al ritorno pioggia torrenziale come sempre. 

martedì 23 aprile 2013

Pop, chic, camp, spie, James Bond e la Josephine.


La mia amica Josephine sostiene di aver fatto un bofil a Sean Connery in una sauna parigina alla fine degli   anni 90, ma siccome non capita a tutte le ragazze tutti i giorni di fare un bofil a James Bond, non le pareva neanche vero, e per la verità non era neanche sicura. . Anche se moriva dalla voglia, pur nell’incertezza di telefonare subito a Bergamo e di dirlo alla Lolly detta il Gazzettino , che avrebbe diffuso la notizia, pur in tempi pre internet, in tutta la trans e cis/padania, in un nano di nanosecondo. Cosicché ha commesso. l’imprudenza. di andare a chiedere alla tenutaria della sauna se il tipo a cui aveva appena fatto il bofil era proprio lui, Sean Connery, alias James Bond, apriti cielo, non l’avesse mai fatto, e la privacy dei clienti, e ici on n’est pas en Italie, etc. insultata e dileggiata come Italienne e accompagnata alla porta. Anche se poi la Josephine ha poi deciso lo stesso, di acquisire come filogicamente accertata l’identità di Sean Connery, e di metterlo nello sterminato repertorio di uomini illustri a cui lei aveva fatto il bofil.
D’altra parte cosa deve fare una ragazza per avere la certezza di chi ha a che fare nei momenti di intimità, una microcamera nell’ombelico? Farsi accompagnare da qualcuno che ci veda bene anche al buio, anche tra i vapori, come si dice facesse un leader gay illustre, molto miope, che si faceva accompagnare da qualcun altro che ci vedeva bene,( come Belfagor, la mostra del Louvre,  da un bambino) nei luoghi di batoige, a cui poi chiedeva, com’era?, com’era? Il tipo con cui aveva appena consumato. L’altro era ovviamente costretto alla menzogna, il va sans dire.
James Bond come icona gay camp e quant’altro nel divertente libro, di Fabio Cleto

Fabio Cleto è  la massima autorità in Italia sul camp. Il suo stile è un tantinello troppo da giornalista di costume anni settanta, quasi che debba mimeticamente riflettere la materia trattata, essere chic camp a tutti i costi, risulta a tratti sforzato e faticoso, un po’ di understatement, mia cara, ars celat artem . Sarebbe stato più divertente un contappunto stilistico plumbeo funereo.
Consiglio di leggere le prime trenta pagine a sbafo sul vostro tablet,  offerto dal Saggiatore, il resto si può facilmente immaginare. Come diceva Andy Warhol, non sono andato in quel posto perché i giornali hanno scritto che c’ero già stato, non è proprio la stessa cosa, ma qualcosa del genere. 

domenica 21 aprile 2013

L'articolodi Piera Maculotti su BS Oggi, del 20 aprile, 2013


Mymosa Moon, il giallo di Facchetti

PRESENTAZIONI. Al Bookstop di via Leonardo l'avvincente storia ambientata al Carmine
Mymosa Moon
Mymosa Moon
La gente perbene e quella permale. La città sana di là; il malfamato quartiere di ladri e puttane di qua. Distinzioni nette. Oggi invece è tutto liquido: un «calderone confuso» dice Mymosa Moon. Ricca, piacente nonostante l'età, è rimasta solo lei delle storiche travestite del centro. Sola e triste: per questo scrive. Brandelli di storie; memorie vive, vere chissà... La verità è come l'identità: una, nessuna e i centomila flash del suo variopinto racconto lo attestano. «Piccole pompe funebri. Morte di una travestita» è un noir bresciano - il set è il Carmine, travestito da Borgo Vecchio - firmato dalla misteriosa Mymosa Moon (con tanto di blog e profilo facebook) presentato oggi alle 18 al Bookstop di via Leonardo, 5. Editor curatore dell'avvincente giallo è Sergio Facchetti, linguista e saggista (tra i promotori a Brescia, negli anni '80, del primo gruppo gay e della Lista verde per cui è stato consigliere in Loggia; ha lavorato in Australia, Inghilterra, Israele, Brasile). Nel libro, la Mina muore subito. Incidente sul lavoro: strangolata - 16 maggio 1978 - nell'angusta stanza-bottega del suo commercio transsessuale. Passata presto dalla tuta blu alla minigonna rossa, ora è un'orrida vecchia rabbiosa. Odiosa a tutti, narra la Mymosa con la sua ruspante scrittura «magistrale»; anni di fedeltà al Magistrale serale ma di giorno è la star delle trans; dismessi i panni di Aldo il cameriere, va al top della carriera tra marchette e boutiques. Sesso, soldi, potere; crimini, attorno a quel buco di polvere e tarli e catafalchi, le «Piccole pompe funebri», ricettacolo d'arte varia e funeraria che poi diverrà «Cimeli Neri». Anni '60 e '70; intrighi e tensioni, furti in case e chiese e bombe in piazza; forze dell'ordine mescolate al multiforme disordine messo in scena con tocchi ironici, metaforici, surreali... L'infame generale doppiogiochista, la checca fascista antigay; l'ex prete, terù, sedicente ebreo; le turpi tre Marie... Un mondo vario e ' stravolto. Come il volto dell'Ignudo che sta, in-vertito, in copertina, un muscoloso Michelangelo che guarda verso altre sponde, il corpo travestito di rosso tra ghirlande e ghiande (dal latino, glande). Grande è il disordine sotto il cielo dipinto da Mymosa Moon/Facchetti con un gioco kitsch. Il libro si trova al bookstop o su Amazon.

Piera Maculotti

giovedì 11 aprile 2013

La favola di Cappuccetto Rosso.


Il lupo era vecchio, spelacchiato e sdentato, lei gli ha mostrato la passerina implume e l'ha attirato nel bosco, gli si è seduta sullo stomaco, gli ha rotto tre costole e l'ha soffocato mettendogli  il muso  tra le le cosce come in una tenaglia, il tutto per rubargli il bancomat,








farsi un tiro, due canne e un grappino. 

Vecchietti a rischio. non vanno più ai giardinetti, stanno tappati in casa terrorizzati. Anche Maria Goretti dal Paradiso esprime la sua indignazione: le bambine,  come le stagioni, non sono più quelle di una volta.
Mymosa Moon profetica,aveva già previsto tutto:  leggete l'introito delle Piccole Pompe Funebri http://www.mymosamoon.com/p/mymosa-moon-piccole-pompe-funebri-morte.html
 
E book in vendita su Amazon a soli euro 1,50.


domenica 10 marzo 2013

I parlamentari del M5S costretti da Grillo al voto di castità.




Dopo il voto di semipovertà, devolvere parte del loro stipendio alla causa.  e l'implicita obbedienza al capo, i grillini saranno tenuti al voto di castità.

non sto scherzando, qual è l'equivalente nella società contemporanea del voto di castità, il più grosso peccato e la più grossa tentazione , la più grossa aspirazione, apparire,  avere i tuoi cinque minuti di fama, essere in un talk show di Vespa o di Fazio, senza esserci , è come non essere mai vissuti. E' questo il veto fondante del corpo mistico del Grillismo: il silenzio mediatico dell'individuo, la rinuncia alla voce singola: il corpo mistico dovrà esprimersi con una voce sola.

Si sa che il divieto di matrimonio del clero cristiano è stato ereditato dalla chiesa dal divieto di matrimonio del soldato, in vigore nell'esercito del impero romano fino a Settimio Severo. E' stato il matrimonio dei soldati la vera causa della caduta dell'impero, altro che barbari o la presenza di piombo nelle tubature dell'acqua, se i soldati romani avessero continuato a inchiappetarsi  tra di loro come facevano gli spartani a quest'ora eravamo ancora padroni di tutta Europa e del Mediterraneo . Cherchez la femme  (now I am really joking)

I membri del clero sono  milites Christi- L'assenza di legami familiari del prete soldato permettono  la sua mobilità, la sua rinuncia è il segno della sua dedizione e soggezione,  il processo di deindividualizzazione di identificazione col corpo della chiesa. Un esercito di preti  senza famiglia è strumento di potere fortissimo della gerarchia, nel controllo del territorio e delle coscienze.

Ora c'è chi banalizza  il veto di andare in televisione dei grillini come un prevenzione sensata , dato il livello culturale medio, che  dicano cazzate, il che è vero e riscontrabile puntualmente, (che dicono cazzate) ma non è così semplice. deriva molto di più dalla regola elementare della comunicazione che  il medium è il vero messaggio della comunicazione, andando nelle tivù degli altri si legittima non il contenuto del messaggio ma il potere di chi lo emette, qualsiasi cosa si dica.

E quindi non andare dagli altri rinforza il potere comunicativo del piccolo impero mediatico di Grillo e Casaleggio.

Ma questo veto ha anche il forte valore simbolico di cui sopra, i grillini non sono un partito ma una comunità, un corpo mistico in cui l'individuo deve annegare la  propria individualità e la propria voce,. in una società ipermediaitizzata come la nostra è il silenzio il segno di rinuncia più forte

chi parla è escluso e ostracizzato, e l'unica che si sente è la voce del capo.

Può sembrare  un principio  non democratico, la democrazia si basa sul diritto al dissenso e alla parola secondo il famoso detto di Voltaire, non concordo con quello che dici ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a parlare, ma tale massima andrebbe rivista secondo la constatazione  che il volume  del microfono è ormai più importante delle parole che si dicono, bisognerebbe dare a tutti lo stesso microfono.  

La debolezza della sinistra è attenersi a questi principi obsoleti,  ostinarsi a chiedere al sistema cose  che il sistema non può soddisfare:  pieno impiego, stato  assistenziale, diritti agli emigranti, domande  che non potranno essere soddisfatte e che mettono in mostra invece l'impotenza di chi le fa.

 La debolezza della sinistra è  ripetere i rituali democratici delle convocazione di comitati centrali , di poteri intermedi tra i vertici e la base, e soprattuto tollerare il diritto al dissenso interno, che tutti sparino a salve contro tutti, era meglio se si teneva il leninista principio del centralismo democratico, tutti si devono attenere al linea del capo, se no la Siberia. Ma quello di Lenin come quello di Berlusca  e Grillo era un partito azienda, o perlomeno  Lenin aveva applicato al partito i principi dell'organizzazione e i processi decisionale del fordismo

L'impotenza della sinistra è cercare di mediare, il padrone non media ha il controllo totale della sua azienda ... il discorso sarebbe lungo ...

per intanto bisognerebbe tornare indietro,  fare come loro, impedire al bruneo vespa Pieraccioni al repellente Renzi di andare nei talk show a dire cattiverie sul povero Bersani, che ha tutta la mia simpatia.

mercoledì 27 febbraio 2013

Nasi celebri. Renzi il naso di Cleopatra e quello di Maria Callas


Renzi e il naso di Cleopatra

Se nel dicembre 2012 Renzi; avesse vinto le primarie, Berlusconi oggi sarebbe al 20% renzi avrebbe vinto e al governo avremmo un po' di aria fresca. II ragionamenti controfattuali lasciano il tempo che trovano

Se Cleopatra non avesse avuto quel bel nasino, Marco Antonio non si sarebbe innamorato di lei, l’Impero romano avrebbe avuto tutt’altro destino, e così pure noi».

Maria Callas nose:cut velvet- over rubberized silver fabric over batting on steel wire frame

Le  speculazioni su quello che non è successo si prestano a chiacchiere da bar o su twitter , ad immaginare scenari possibili, ma non dimostrano nulla , semplicemente perché non possono essere sostenute o demolite dai fatti. non sono  verificabili. Già   i dati di quello che è veramente successo sono interpretabili e manipolabili, in tanti modi, figuriamoci i dati di quello che non è successo. Quelli che prevedono a posteriori una vittoria di Renzi  pensando agli elettori di destra che avrebbero potuto votarlo, non pensano agli elettori di sinistra che non lo avrebbero votato. c'è sui giornali di stamane, chi afferma  che anche Renzi non avrebbe vinto., analizzando statisticamente i flussi elettoriali.  Io per esempio non lo avrei votato, mi sembra un incrocio tra Bruneo Vespa e Pieraccioni,  di giovane ha solo l'età, ma è un vecchio democristiano. Grillo è più vecchio ma la sua strategia comunicativa fa impallidire di vecchiaia la figura di Renzi, che è ormai è tanto passato quanto Bersani  e non sarà certo una sostituzione di segretario che risolverà i problemi del PD.

mercoledì 9 gennaio 2013

Missoni Missing . Piccolo provvisorio catalogo della morte esotica chic. Missoni is missing Small provisional catalog of exotic chic deaths.



Missoni Missing . Anche i ricchi piangono e muoiono, ma  con più classe e distinzione dei poveri:
Piccolo provvisorio catalogo della morte esotica chic.
Missoni missing, al largo della costa del Venezuela, nell'arcipelago di Las Roques, ormai infame come il triangolo delle Bermuda. L’ipotesi dell’incidente aereo è la più probabile, ma non trascurabile quella  della pirateria legata al contrabbando della cocaina verso la Florida:  un piccolo bimotore che può trasportare una tonnellata di coca, dal valore approssimativo di  qualche milione di dollari,  è una preda ambita, e vale, ahimè,  la vita di una dozzina di persone.
Angoscia a Pralboino, il paese in provincia di Brescia, da dove viene la coppia degli industriali scomparsi assieme ai Missoni. Dai nomi sconosciuti ai più si scopre che  sono cittadini del mondo più che della bassa da dove provengono, che hanno  frequentazioni con ricchi e famosi, sono loro vicini di casa in Sardegna, alle Seychelles, alle  Barbados . Era già capitato al matrimonio del principe William , quando fu reso noto che tra gli invitati c’erano unici nostri concittadini, la regina  e il re locali del burro e del grana padano.
Ovviamente Mymosa Moon augura alle famiglie che vengano ritrovati sani e salvi, ma non può esimersi dal riflettere che non è vero che la morte sia una gran livella, come vuole il luogo comune, un conto è morire sulla tangenziale, nell'altoforno di una acciaieria,  sulle impalcature di un cantiere e un conto  farlo con classe e distinzione in splendide località esotiche.
Ecco un piccola provvisoria graduatoria della morte esotica, in ordine decrescente, dal più al meno chic.
1-  Massimo dello chic è essere travolti da un Moai, Monolito a forma umana dell’isola di Pasqua. Se ci si trova nella coincidenza di essere nell’isola  durante un  terremoto sotto la testa di uno degli 887 Moai, basta una piccola scossettina come è capitato a un turista neozelandese nel 1998.
2-  Essere divorati da un Varano delle Isole Komodo.  (Indonesia) Il Varanus komodoensis,  è la più grande lucertola vivente, può arrivare a tre metri di lunghezza e pesare 70 chili, dell’ultimo turista tedesco che è stato azzannato si sono ritrovati solo il paio di occhiali. In ogni caso anche non si viene mangiati tutti, si muore lo stesso, perché non bastasse l’orribile dentatura il Varano ha la saliva infetta con batteri velenosissimi.
  Un ultimo momento di celebrità l’amabile  Varano di Komodo lo   ha attinto  nell'ultimo film di 007, Skyfall, dove risparmia il povero  Daniel Craig ma divora un gigante cinese,  nella    scena del bordello d Macao.
3-  Essere sbranato da un orso  polare in Antartide. Come è capitato a Horatio Clapped studente della prestigiosa ed esclusiva  Scuola di Eton, Gran Bretagna, durante una costosissima missione del WWF nell'agosto del 2011.
4-  Beccato e lacerato dalle zampe di da una struzza incazzata che sta covando le sue uova nella Pampas argentina, durante un partita di caccia con le boleadoras. Gli struzzi sono di solito uccelli pacifici, ma diventano aggressivi durante la cova.  Le zampe, piuttosto che il becco sono veramente letali,   una struzza incazzata può  lacerare a morte un cavallo.
     Avvertenza: La struzza deve essere ruspante e selvatica in savanas o pampas. Non ha lo stesso valore di chic  in graduatoria se la struzza assassina è di un allevamento qualsiasi in Franciacorta.
5-Morire di infarto dopo aver scalato l’Ayers rock, in Australia, per la maledizione della tribù aborigina  Ptjantjatjara, che lo considera luogo sacro e inviolabile. La lista dei morti è ormai lunga,  tanto che il governo australiano   ha ribattezzato il monolito a forma di panettone col nome aborigeno di Uluru , You +1'd this publicly. Undo
e  proibito la scalata. Ma lo si può sempre fare di nascosto a proprio rischio e pericolo.
6-  Morire disidrati nel triangolo di Afar o depressione di Afar o della Dancalia,  è una regione          del corno d'Africa che comprende lo Stato di Gibuti e parte dell'Eritrea e dell'Etiopia. E’ uno dei luoghi più aridi e meno confortevoli della terra, per questo  favorita meta del turista estremo che odia le banali comodità che si trovano a Rimini.
7-Essere coinvolto in guerra tribale nella Foresta Amazzonica e morire avvelenati  da una freccia vagante al curaro.
8-Un classico, tanto classico da essere banale: scomparire nel  triangolo Miami Puerto Rico e Bermuda, dove ogni tanto scompaiono  aerei senza lasciare traccia,
9-  Essere lapidato a Gerusalemme da Ebrei Hassidim dopo che vi siete inavvertitamente persi nel loro quartiere a bordo una macchina a noleggio di sabato.  Magari non si muore ma lo spavento  è tanto.
10-      Trovarsi nella cabine del livello più basso della nave Concordia,  al largo dell’isola del Giglio. Col capitano Schettino.
Quest’ultimo caso, ultimo della categoria del  privilegio diventa il primo  prima della categoria della sfiga che perseguita i semi ricchi e i poveri  che vorrebbero ma non possono.
Non voletemene se si scherza sulla morte, si ride per non piangere.
Vostra Mymosa Moon
9 gennaio

Google  translation

Missoni is missing  The rich also cry and die, but with more class and distinction:
Small provisional catalog of exotic chic deaths.

Missoni missing off the coast of Venezuela, in the archi-pelago of Las Roques, now infamous as the Bermuda Triangle. The hypothesis of plane crash is the most likely, but not negligible that of piracy linked to the cocaine smuggling to Florida: a small twin-engine can carry a ton of coca, the approximate value of a few million dollars,it is a coveted prey, worth alas, the life of a dozen people.
Anguish in Pralboino, the town in the province of Brescia, North Italy home of the pair disappeared along with the Missonis. They have Names unknown to most people,  it turned out that they are citizens of the world rather than of the obscure Lombard province where they come from, who mixed up with the rich and famous, their neighbors in the villas of Sardinia,Seychelles, Barbados. It Had already happened at the wedding of Prince William, when it was revealed that among the guests were a pair of our fellow citizens, the queen and king of butter and parmesan (or better padan) cheese.
Obviously Mymosa Moon wishes to families that their loved ones will be  found safe and sound, but she cannot refrain from thinking that it is not true that death is a great leveler, as required by the cliché, it is one thing to die on the freeway, in the blast of a furnace, on the scaffolding of a building site, and  another to die  in beautiful exotic locations.
Here is a small list of the provisional exotic deaths, in descending order, from the  most to the least chic.


1 - The Maximum of chic it is being crushed to death by a Moai, a monolithic human figure in the Easter Island. If you happened to be on the island during an earthquake under one of the 887 Moai, just a small quake, an then you are dead,  as it happened to a New Zealander tourist  in the 1998.
2 - Being eaten alive by a Komodo Island Dragon. (Indonesia) The Varanus komodoensis is the largest living lizard, it can reach three meters in length and 70 pounds in weight; of the  German tourist who was eaten alive years ago,   only a  pair of glasses remained. In any case, even when you do not get completely eaten, you die anyway, because the lovely Dragon, besides his horrible teeth,  has a poisonous saliva infected with lethal bacteria.
One last moment of celebrity the lovable Komodo Dragon has drawn in the latest 007 film, in the Macao brothel sceneof Skyfall, where  Daniel Craig was spared,  but a giant Chinese was not .
3 - Being mauled by a polar bear in Antarctica. As it happened to Horatio Clapped, student of the prestigious and exclusive school of Eton, Great Britain, during a very expensive WWF's mission in August 2011.
4 - Caught and torn to death by the claws of a mad she-ostrich incubating her eggs in the Pampas of Argentina, during a hunting party with boleadoras. Ostriches are usually peaceful birds, but they become aggressive during incubation, they kick you with their powerful feet, armed with long claws, which are capable of disemboweling or killing a person with a single blow.  Note: The ostrich must be a free-range one in wild savanas or pampas. It has not the same value of  chic if she is farm bred.
5-dying of a heart attack after climbing the Ayers Rock in Australia, victim of the Ptjantjatjara aboriginal tribal curse, they considers it sacred and inviolable. The list of the  dead people is now long, so that the Australian government has now renamed the monolith with the Aboriginal name of Uluru, and forbidden to climb it. But you can always do it at  your own risk.
6 - Dying dehydrated in the Afar or Danakil Depression in the Horn of Africa, which includes the State of Djibouti and parts of Eritrea and Ethiopia. It is one of the most arid and less comfortable places  on earth, so it is a favored destination for tourists who hates the trivial comfort found in Rimini.
7-Being involved in tribal warfare in Amazonas and die poisoned  by a curare arrow.
8-A classic, so classic as to be trivial, is to  get lost  in the Bermuda triangle between Miami and Puerto Rico, where every so often planes disappear without a trace.
9 - Being stoned in Jerusalem by Hasidim Jews after you accidentally got lost in their district on a rental car on a Saturday. Maybe you do not die, but it might be a frightful experience.
10 – to get drowned  in the cabins on the lowest class of the ship Concordia, off the island of Giglio. With Captain Schettino.
The latter case, the last of of the chic,  becomes the first of  bad luck category which haunts the semi rich and the poor who wannabe  but cannot afford.
Do not pick on me if I joke about death, I am  laughing to keep from crying.
Your Mymosa Moon
9th January