lunedì 14 maggio 2012

Romanino e Moretto. Chiesa di S.Giovanni Brescia



Mymosa Moon non ha niente di meglio da fare che visitare le chiese della propria città, Brescia.
Questa sotto  è la Cappella del Sacramento. Chiesa di S.Giovanni : Brescia, il lato sinistro dipinto dal Romanino, la pala di fronte è una deposizione di Bernardino Zenale.

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Nella parete di destra che non appare nella foto, dipinse scena dall’antico testamento, l’altro grande pittore del rinascimento bresciano il Moretto, qui sotto riprodotte in vecchie foto Alinari conservate nell’archivio di FedericoZeri.
Moretto Elia e l’angelo



Moretto La raccolta della manna
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Lo stile levigato di Moretto è già manieristic0, un bellissimo angelo scosciato  sveglia Elia, una donna  siede sull’insegna del passo testamentari ,  volta di tre quarti allo spettatore, elegante e altera. La sua coerenza col tema biblico  è vaga, è sostanzialemente decorativa 
Di contro alla algida e statuaria perfezione del Moretto, la svelta pennellata del Romanino è più rustica, ma  non crea elementi puramente decorativi   non  coerenti col tema trattato, i personaggi dialogano tra di loro, Gesù e Maria Maddalena sono prostrati di fronte ai loro interlocuotri,  la pietà e compassione del Romanino  sono stati  enfatizzati da passi memorabili di Testori,
Romanino . La Ressurrezione di Lazzaro


Romanino Cena in casa del Fariseo 




Perché, in effetti, così com’è, [il dipinto della Resurrezione di Lazzaro], pare piuttosto l’inutile tentativo, operato dal persuasore o guaritore di paese, per convincere un povero «strasàt» a restare in vita; uno «strasàt» che, invece, ha fermamente deciso di farla finita, con la vita, scivolando dentro il tombino di qualche fognatura… Alla voce, ai richiami, è salito ancora una volta su; e guarda la malformazione di tutto quanto lo circonda; il mondo? Eccolo lì, cos’è il mondo: quei corpi affamati e sbilenchi, quelle schiene stortate e stortolente, quelle mani e quei piedi minati e come sfatti dall’artrosi, quelle facce di pena, di dolore, di miseria e di fame […] E cosa gli resta, davanti a questo spettacolo, se non tornarsene giù? Lazzaro, insomma, non risorge; o risorge a modo suo, andandosene per sempre. Tant’è che i gesti, attorno, sembrano più di commiserazione sciente e di sciente pietà che non di miracolato stupore; chi poi si tura il naso lo fa per il fetore che viene, non già da una tomba, bensì, ripeto, da un tombino…      [G. Testori, Romanino e Moretto alla Cappella del Sacramento]



sabato 5 maggio 2012

Parallel Sebastians

Sic transit gloria mundi.
In 1492 a polyptych  by the painter Vincenzo Foppa of Brescia stood on the main altar of the church of San Nazario and Celso, in what is now Corso Matteotti, Brescia italy.   Thirty years later the work of Foppa was taken out, dismembered and divided into various places.
The central part, a nativity is now in a church on the outskirts of the city, Santa Maria Assunta Chiesanuova.



 
It was replaced   by  a Titian’s polyptych,








Of Titian's painting it is remarkable the saint Sebastian, with   bodybuilder muscles, his hair damp with sweat, an air of sexy tension and yet  abandonment.



 Maybe not more sexy certainly  no less elegant Foppa’s Sebastian, now in the Museo of  Brera in Milan, .


who survives avec nonchalance the arrows, posing in front of the spectators, the archers in the background, and certainly not in plausible perspective, in an estranged suspended unreality,  (how can they transfix the saint from behind the shining colum?) , the saint indifferent and superior, to the arrows as to the centurion who wanted to love him

Ama me Sebastiane.

http://www.youtube.com/watch?v=7DPKg6hzl3g

In the Derek Jarman's film   pleaded the centurion in Latin, in vain.