martedì 12 dicembre 2017

Call me apricock

Non è un libro per quelli che amano le sveltine. Capisco che se Renzo sposava subito Lucia
non esisteva storia . Una storia ha bisogno di ostacoli e conflitti per esistere. Però c’è modo
e modo per contarla, a questi ritardi non siamo più abituate.… Essendo questa di
André Aciman  la storia di sei settimane nella vita
di Elio un ragazzo diciassettenne angloamericano, che si infoia al picco di tempeste ormonali
tardoadolescenziali di un americano Oliver bonazzo e atletico di passaggio, ospite della sua
famiglia in villazza su una Riviera italiana non ben identificata (Argentario?) ma chic,  riesce
a farselo alla terza settimana  e cioè a metà del libro, dopo un sacco di paturnie tormenti
autoanalisi stremanti  e siccome ho ascoltato  la versione audible del libro mentre pagaiavo
freneticamente tra lo Zocco e l’isola dei Conigli ci ho messo circa 6 ore per raggiungere
l’orgasmo. Sono arrivata quindi a metà libro esausta e con il gomito del tennista e cioè una
epicondilite laterale che colpisce anche i kayakers. . E siccome bontà di Amazon puoi restituirlo
se non ti piace e averlo un altro. Così ho fatto.  E più non lessi avanti.
Cifra stilistica dominante del libro è l’anafora
https://it.wikipedia.org/wiki/Anafora_(figura_retorica)
L'anafora (dal greco ἀναφορά, anaphorá, «ripresa», da aná, "indietro" o "di nuovo", e phéro,
"io porto") è una figura retorica che consiste nel ripetere una o più parole all'inizio di frasi o
di versi successivi, per sottolineare un'immagine o un concetto: si tratta del modulo tipico
della ripetizione.
Pag 30.
Let summer never end, let him never go away, let the music on perpetual replay play forever
,I'm asking for very little, and I swear I'll ask or nothing more.
Se a questo si aggiunge che la cifra per così dire “tematica” è l’esperienza unica e irripetibile
dell’innamoramento adolescenziale, del ricordo e della nostalgia e del rincrescimento per
l’impossibilità della ripetizione
never before, never since
ci si rende conto che il tono del libro è caratterizzato da una enfasi a volte insopportabile che
rende la pagaiata ancora più faticosa.
Se a questo si aggiunge ancora che l’ambientazione è più idillica che più idillica e perfetta
non si può, la giovinezza e la bellezza dei protagonisti, la villa il giardino il mare la riviera,
il cibo , il vino, la raffinatezza della conversazione e dell’ambiente, cosmopolita e multilingue
, sia chiaro che i due non sono due metalmeccanici ma uno ‘l’americano studioso di Eraclito
in Italia per curare la traduzione del suo libro ( Si ahimè abbiamo capito anche noi ignoranti
che tutto scorre, e che non ci si bagna mai due volete nello stesso fiume, tutto passa e nulla
si ripete)  Mentre Elio pur diciassettenne è un musicista esperto in trascrizioni, di trascrizioni
di trascrizioni, tra cui trascrizione delle variazioni di Brahms ha scritto sulle variazioni di Bach
, variazioni delle variazioni, insomma un meta meta che più sopra non si può andare
Ciliegina sulla torta i due sono entrambi ebrei, che anche quello fa tanto chic, e prima di
convolare a giusta scopata omoerotica, copulano copiosamente con le fanciulle che
stanno in giro, dimostrando quindi machismo, virilità e potenza e non esclusivamente
frociaggine. Solo che ovviamente mentre il rapporto di Elio con la ragazza essendo troppo
ovvio e non ostacolato , diversamente da quello con Oliver, il rapporto eterosessuale  è
necessariamente meno erotico e narrativamente inessenziale.
Dimostra forse che l’amore romantico e o l’erotismo si salva all’ombra del residuo di  ostacoli
resistenze che pur tuttavia esistono per l’amore omosessuale?  
Capiamo in ogni caso che di fronte a questo scialo di perfezione di bellezza e cultura la villa
la riviera Eraclito, Bach etc.. la povera casalinga che vive nel monolocale di Voghera o la
commessa di Pittsburgh è
messa a KO  il meccanismo di seduzione del lettore è completo e irresistibile.
Poi dopo ci sono qua e là divagazioni carine, l'etimologia della parola italiana albicocca, che
è a quanto pare una parola araba, sul tema dell’albicocca, ci si passa una pagina e mezza ,
succo, frutto etimologia e fantasie erotiche e giochi di parole, perché la fessura in mezzo alle
due rotondità ricorda al protagonista il culo di Oliver, giochi di parole per cui per fusione tra
l’italiano albicocca e l'inglese apricot viene fuori apricock, apricazzo, chissà come l’ha tradotto in italiano
l’editore Guanda
It would never have occurred to him that in placing the apricot in my palm he was giving me
his ass to hold or that, in biting the fruit, I was also biting into that part of his body that must
have been fairer than the rest because it never apricates - and near it, if I dared to bite that
far, his apricock.
E poi frasi epiche ad effetto che rimarranno nella storia
Whoever said the soul and the body met in the pineal gland was a fool. It’s the asshole,
stupid.
Tutto questo nella prima metà del libro che ho ascoltato. Figuriamoci nella seconda che
non ho sentito.
Aspettiamo il film di Guadagnino ormai campione di incassi e pluripremiato, specializzato
dopo quello girato a Villa Necchi, in film ambientati in villa. Secondo me lo fa perché girare
in un posto circoscritto costa meno

domenica 22 ottobre 2017

Colonel Cathcart e Trump

Quattro soldati americani ammazzati nel Niger, Trump telefona alla vedova del sergente Johnson e per consolarla le dice
He knew what he signed up for
Dopotutto sapeva  per che  cosa aveva firmato
https://www.nytimes.com/2017/10/18/us/politics/trump-widow-johnson-call.html

Poi non si ricorda ovviamente del nome del soldato  ma continua a riferirsi al morto come your guy , il vostro ragazzo. Questo secondo la madre del Sergente   Johnson e un'amica di famiglia,  la  deputata  Frederica Wilson rappresentante alla Camera dello stato della Florida, famosa per i suoi capelli flamboyant da cow boy
La  deputata  Frederica Wilson rappresentante alla Camera dello stato della Florida, famosa per i suoi capelli flamboyant da cow boy


Trump ricorda il colonnello  Cathcart di Catch 22 di Heller, che convoca il cappellano gli ordina di scrivere  in futuro lettere "sincere”,ai parenti dei soldati caduti..
«A partire da domani», dice  «voglio che lei  e il caporale Whitcomb scriviate  una lettera di condoglianza in mio nome  al parente più vicino  di tutti gli uomini che sono stati uccisi, feriti o presi prigionieri. Voglio che quelle lettere siano lettere sincere. Voglio che siano piene  di un sacco di dettagli personali, quindi non ci sarà dubbio che voglio dire ogni parola che scrivi. È chiaro?"



Alla fine la lettera che viene inviata alla (presunta ) vedova del dr Daneeka è il formulario vuoto di una lettera di condoglianze, (un “sincero”  ossimoro, esempio  della logica paradossale di Heller)


Dear Mrs., Mr., Miss, or Mr. and Mrs. Daneeka:

Words cannot express the deep personal grief I experienced when your husband, son, father or brother was killed, wounded or reported missing in action.


cara Signora,  signore , signorina, signorina o signore e signora Daneeka:


Le parole non possono esprimere il profondo dolore personale che ho sentito quando suo marito, figlio, padre o fratello è stato ucciso, ferito o segnalato disperso in azione......






venerdì 12 maggio 2017

BresciaGay Pride mica tanto. Dire l’omosessualità, Marcare la differenza Di Sergio Facchetti


Felice chi è diverso | essendo egli diverso. | Ma guai a chi è diverso | essendo egli comune. Sandro Penna (da Poesie, Garzanti)




Premessa preterizione: non è il caso di ricordare come il linguaggio sia il deposito cristallizzato di millenarie discriminazione, e pur tuttavia dobbiamo usare il linguaggio come strumento di liberazione.  il linguaggio è dunque un’arma a doppio taglio, può liberare e offendere.
Prendiamo per esempio la parola gay,
E’ usata come momento di individualizzazione e liberazione al momento del coming out , quando il giovane stufo di sentire la mamma pregare la  madonna di Fatima che gli trovi una fidanzata, sbotta:
“Non rompetemi il cazzo sono gay” -
Il dirlo affermarlo essere visibili è un'esigenza sacrosanta, uno strumento di liberazione, momento della lunga battaglia per la conquista di uguali diritti , matrimonio etc.
M la l’essere incluso nella categoria in altri tempi della vita, e occasioni può essere invece che momento di identità e individualizzazione, di obnubilazione, nessuno ama confondere la propria  in una generica identità categoriale. Una persona è una persona, è  un individuo e non una categoria.
La categoria gay è pur sempre parte di una dicotomia; gay /etero, arbitraria e convenzionale, falsamente naturale e oppressiva, e quindi essere inclusi nella categoria dovrebbe essere storicamente solo un momento dialettico di superamento della opposizione, quando si arriverà ad un punto in cui la preferenza sessuale non sia considerata rilevante o pertinente per definire una persona, un tratto non distintivo, per usare un termine mediato dalla fonetica.
(cfr a proposito il mio Non date dolci ai boy scouts,  vecchio di trent’anni ma pur sempre attuale
Senza parlare del diritto al privacy, il coming out  è una scelta individuale non deve essere usurpato da nessun altro in una  specie di chiamata di correo  che ricorda molto la confessione dei peccati.
Questa coazione alla confessione è di lunga ascendenza cristiana (cfr le riflessioni postume  “Les aveux de la chair” di Michel Foucault)
Ho sempre notato nella mia lunga esperienza, che avevano questa necessità di dirlo quelli che avevano una più radicata educazione cattolica, che più avevano sensi di colpa ( io ahimè facevo parte di questa categoria)  mentre c’era chi scopava allegramente e di nascosto,  senza sensi di colpa e non  sentiva assolutamente l’esigenza di dirlo a chicchessia
I primi collettivi di autocoscienza gay cui ho partecipato a Milano nei lontani anni 70 avevano poco di gioioso, sembravano capitoli delle colpe di suore benedettine,  di anime torturate, mentre altri se la spassavano in discoteca e nella camere scure.   
Tornando alla possibilità di uso occlusivo e discriminatorio della parola gay, prendiamo per esempio il   manifesto sopra che pubblicizza un evento del gay pride Brescia, In cui si attribuisce al sottoscritto l’essere stato consigliere comunale e la parolina, “gay”.(l’unico dei convenuti ad essere definito tale, lasciando nel dubbio a quale categoria appartenga per esempio Ghidinelli Panighetti probabilmente non è lesbica, ma solo giornalista e autrice del volume )
Qualcuno mi accuserà di cercare il pelo nell'uovo, ma il diavolo à nei dettagli e così anche la discriminazione introiettata. Secondo me l’uso della parola gay in questo contesto è discriminatorio (ignoranza superficialità provincialismo, cattivo gusto,?) paradossalmente proprio all’interno della comunità gay, in una manifestazione che proclama l’orgoglio dell’essere gay.
Primo : non era necessaria, è ovvio che chi partecipa a un tale incontro o è gay o gay friendly,  e ciò che non è necessario e inutile, e come nella dieta, è dannoso, può far male. .
In questo caso è anche ridicolo e bizzarro.
Facciamo un esempio in un convegno di studi ebraici, in cui si presenti il prof  John Levine come  “ebreo”.
O in un convegno di studi sul razzismo, Pinko Pallin, “negro”, o sull’handicap Pinca Pallina , “paraplegica”.
Non solo sarebbe ridicolo ma anche offensivo perché il titolo di legittimità a parlare di qualche cosa non deriva dall appartenere alla categoria di cui si parla, ma di aver fatto e/o detto qualcosa di pertinente e importante sull’argomento. Uno può essere ebreo ma non avere niente da dire sull’ebraismo, addirittura essere negro e razzista,
..è talmente irrilevante la carriera del professore  Sergio Facchetti per cui l’unico titolo di merito a lui attribuito è  essere gay e aver  fatto il consigliere comunale (solo  per due mesi tra l’altro, poi sono partito per l’Australia, se dio vuole, lasciando l’orrida provincia)?
La signora che è attualmente presidente dell’ Arci gay Orlando, mi scuso di ignorarne il nome,  a quanto si dice  è eterosessuale, quando parla in pubblico gli si mette tra parentesi  la sua categoria : eterosessuale?
Marcare la differenza.
Antropologi e sociologi che studiano l’uso discriminatorio e sessista e del linguaggio fanno spesso ricorso alla teoria dei tratti fonologici distintivi, della “marcatezza” di   Jakobson  e Trubezkoy e del circolo lingusitico di Praga,   (Trubeckoj: Grundzüge der Phonologie Fondamenti di fonologia, 1939)
Cito da Wikipedia
La marcatezza è un concetto linguistico basato sul confronto tra due o più forme linguistiche: una forma marcata è una forma non basilare o meno naturale; si contrappone alla forma non marcata, che è la forma basilare, neutrale.
Il concetto di marcatezza si è originariamente sviluppato negli studi sui tratti distintivi  e le opposizioni fonologiche: ad esempio, l'opposizione tra [t] e [d] si fonda sul fatto che il primo suono è prodotto senza vibrazione delle corde vocali (è cioè [-sonoro]), mentre il secondo è [+sonoro]. La presenza di un tratto indica che quella forma è marcata, l'assenza che è non-marcata. Detto altrimenti, per descrivere un elemento marcato è necessario un tratto in più.
la parola leone è un sostantivo non marcato in  italiano rispetto a leonessa: la prima parola può infatti riferirsi sia al leone maschio che alla specie del leone in generale (maschio e femmina), mentre leonessa è la forma marcata
Fine citazione da Wikipedia
Si vede qui quello che dicevo poc’anzi, mentre definisce, il linguaggio discrimina, il maschile include il femminile e non viceversa, così come il plurale maschile include il femminile, by default;  l’impersonale in tedesco è dato da una forma maschile, “man sagt” . Tutte le professioni sono definite in maniera non marcata al maschile, esiste quindi la difficoltà di definire una professione al femminile, e la lotta impari con la discriminazione interiorizzata nel linguaggio, e l’eterna discussione se si debbano usare suffissi articoli, cambio di genere, lasciare il maschile etc.  ,
La forma non marcata è la norma , presupposta. Implicita. Come ribadito da Chomsky ( Chomsky and Halle's The Sound Pattern of English 1968)
Applicato alla antropologia del quotidiano se non detto altrimenti una persona nella società occidentale è by default bianca eterosessuale, (senza bisogna di dirlo) la differenza deve essere detta, marcata. La fatica dell’essere gay è che in una società by default eterosessuale il coming out è come gli esami  senza fine.
E ovvio che si entra qui in terreno minato, il giornalista che facendo la cronaca di una rapina non dice niente sugli autori,  presuppone la forma non marcata e implicita e cioè  che siano bianchi e italiani, se indicherà la provenienza straniera e il colore della pelle, quindi marcando la differenza potrà incorrere nell’accusa di razzismo, sono delinquenti perché sono neri, marocchini etc. . il Salvini di turno insorgerà contro gli stranieri che sono tutti delinquenti ma non dirà niente quando sono bianchi e italiani.
In una società futura e ideale in cui superate in marxiana dialettica le opposizioni dicotomiche, e in cui prevalga la bisessualità e il meticciato,  si avrà probabilmente una categoria non marcata comune, definita in modo negativo invece che positivo” non etero”, “non bianco”, chissà?
Contextual neutralisation:  Per il concetto di marcatezza è ovviamente importante il contesto, in un bar gay  il non marcato è by default la persona gay, dovrà dire la propria eterosessualità colui che non vuole dare per scontato che essendo in quel luogo sia gay. Quindi in questo contesto la marcatezza è definita dall’ eterosessuale.
Che dire quindi se in contesto gay friendly come Brescia gay pride si sente la necessità paradossale di marcare la differenza di uno dei partecipanti il sottoscritto con la parolina “gay”?
La coazione a esplicitare, a  dire la differenza? Non ci si sente eguali.
Questa differenza è ancora introiettata all’interno della comunità se si sente la necessità di dirla,

domenica 7 maggio 2017

Totem e Tabù. Di che sesso (pardon gender) è la statua di Paladino in Piazza Vittoria, Brescia?


Non c’è bisogno di dirlo,  il Bigio era maschio. E il vescovo aveva proibito a suore e preti di passare in piazza Vittoria per evitare turbamenti.  Non so adesso quale siano le condizioni del viril membro dopo anni di stagnazione nei magazzini del comune e maltrattamenti e gradi di resilienza del marmoreo fallo. Ma ce l’aveva di dimensioni realistiche e non modeste, in quest'ambito l’umiltà non è mai stata una virtù. E posa decisa e maschia il pugno sull’anca protesa, il mascellone quadrato a decisa mimesi e specchio del priapesco Maccherone Maramaldo in capo, er ducione nostro, archetipo del celodurismo padano transpadano mediterraneo e italico, exemplum e paradigma ai maschi fascisti, oggetto di libido alle  orde di baccanti fanatizzate che lo assediavano a Palazzo Venezia.  Sempre in tiro, come arco che non falla, diceva il nano cocainomane del Vittoriale.     
Mentre il Totem non si capisce cosa abbia sotto, piatto come un asse da stiro, non si vede un c...zo
Dice una mia amica “il totem di per sé è un fallo, il totem è fallico, e anche l’elmo blu che sta sotto l’arco è in realtà un grande glande, cioè un glande grande, ovvero detto volgarmente una grande  testa di c...zzo. quindi siamo passati dalla parte al tutto, dalla metonimia alla simbologia metaforica”, fa lei, che è un passo avanti, insiste molto appreciative … “non per essere una queen size, ma anche come dimensioni, rispetto al povero cazzetto del Bigio, siamo aumentate” conclude soddisfatta. .
Non sono d'accordo.
Non tutti capiscono le sottili simbologie delle avanguardie che hanno sempre bisogno di una interpretazione, il Bigio nel suo piccolo, era più chiaro e onesto e letterale, pane al pane...pene al pene Li bello alto eretto sempre pronto che poi era uno degli slogan preferiti del fascio, estote parati. .
A ridateci er puzzone.


Er puzzone nostro quando è venuto a inaugurare piazza Vittoria non ha preso l'ascensore del grattacielo, ma ha fatto i trenta piani a piedi, arrivato prima lui dell'ascensore, (Il sindaco di Brescia del Bono come minimo  dovrebbe fare altrettanto all'inaugurazione del totem di Paladino). . Da lui poi hanno copiato tutti, Mao che attraversa il fiume giallo, Grillo lo stretto, Putin petto nudo a cavallo. Trump che dice che uno a una certa età la vecchia moglie la deve rottamare. Per non parlare di Hitler, che anche lui è venuto dopo.
Però lo sanno tutti che a Hitler con le donne non gli tirava, Eva Braun era una povera donna dello schermo. Molte altre adolescenti adoranti pronte all’immolazione di se medesime, ridotte al suicidio ma mai toccate. Come per esempio è stato il caso di una delle sorelle Mitford la Unity, (sono il più grosso esperto in Lombardia delle sorelle Mitford , so tutto di Diana fascista, Jessica, comunista,  Nancy romanziera grande amica di Evelyn Waugh, Deborah duchessa di Devonshire)
Dunque dove eravamo rimaste, a Hitler , che non regge il confronto col ducione nostro, che oltre alla saltuaria concessione alla quotidiana processione di baccanti fanatizzate,  a palazzo Venezia c'aveva la sveltina assicurata in residence con la Petacci che veniva prelevata in taxi collocata in apposito boudoir , spogliata e rivestita di baby doll rosa, babbucce col fiocco simil colore e li aspettava paziente che lui avesse tempo libero dai gravosi impegni politici, per una rapidina, Non tutti i giorni ce la faceva allora lei veniva ricollocata sul taxi e riportata a casa. Fedele fino all’ultimo da Palazzo Venezia a Villa Fiordaliso  a Gardone Riviera a Piazzale Loreto. Testa in giù.
Anche se sul Lago di Garda er ducione nostro si lamentava che non era più come una volta dava  colpa ai soporiferi vapori iodobromici del lago, che magari fanno bene ai canali otorinilaringoiatrici ma non a quelli urouretrogenitali.
“Coitadinho”,  ha detto un brasiliano   cui spiegava questa  storia un giorno a Sirmione.  Che vuol dire “porello”.
La Petacci L’ultima di un lungo catalogo, madamina mia, una, Ida Dalser, messa in manicomio e fatta diventare matta,  un'altra  Margherita Sarfatti,ebrea, dovuta scappare in sudamaerica.  Il ducione immemore e ingrato.   Aveva scritto la Sarfatti grande intellettuale, musa degli artisti milanesi il libro “Dux”, tradotto in tutto il mondo. E aperto all'aspirante Mussolini salotti ed entrature artistiche che sono rimaste poi costanti e non mediocri in livello e qualità, come dimostra la nostra piazza, lontana dai deliri neoclassici in simmetria assiale, di uno Speer, ma coerente con stile eclettico novecentesco scuola di Chicago e e giù di lì che sposa rigore geometrico con citazioni antiche, serliane palladiane , colonne doriche e marmi policromi e cotti.
Ma sì ammettiamolo, furbetto di un curatore Di Corato,  il totem stilizzato non ci sta male, ma il Bigio il Bigio era un’altra cosa..

venerdì 3 febbraio 2017

La verità e Trump



sang enn (2).jpg


Baruch Spinoza - Etica Parte IV, Prop. 1. Niente di ciò che un’idea falsa ha di positivo è tolto via o annullato dalla presenza del vero in quanto vero


Dunque Trump mente, sui numeri delle persone cha hanno assistito al suo insediamento,  un maggior numero di persone ha  assistito all'inaugurazione di Obama,  sull'antiterrorismo, il suo decreto che blocca l’accesso a sette paesi musulmani, non blocca il terrorismo, basti l’argomento che   Bin Laden veniva dall’arabia Saudita, non inclusa nell'elenco per ovvie ragioni. Non si può bloccare l’accesso agli Stati Uniti ai principi miliardari sauditi, magari business partners di Trump. Non costa niente invece bloccare gli straccioni  che vengono dalla Somalia.
Insigni economisti tra cui il premio nobel 2008 Krugman sul New York Times (il link qui di seguito è a un suo paper sull’argomento che lui stesso ha postato sul NYT se avete voglia di rompervi la testa a leggerlo)



e Martin Wolf chief economics commentator  del Financial Times

ci spiegano con dovizia di grafici e argomenti che Trump mente anche quando promette di riportare lavoro in America costruendo un muro col Messico e ponendo  barriere doganali ad altri paesi tra cui la Cina e la Germania, con cui gli USA hanno un grande deficit commerciale.
.
Come mai invece gli ultimi sondaggi di opinioni mostrano un supporto  maggioritario per il presidente Trump?
1-I suoi sostenitori non leggono il Financial Times, 2-hanno la percezione che Trump stia veramente facendo qualcosa contro il terrorismo e per riportare il lavoro In america. Hanno la convinzione che Trump stia mantenendo le sue promesse fatte in campagna elettorale.3- Ha ragione Trump quando dice che ci sono fatti alternativi che contano tanto quanto i fatti reali.

La differenza tra un sistema totalitario e la democrazia, si dice, è che il primo nasconde la verità e manipola i fatti, la democrazia no, per questo la democrazia funziona meglio.  Non è tanto una questione come dire di superiorità morale, ma di  efficienza. E più veloce correggere gli errori quando si ammette la verità, come si fa a correggere un errore quando non lo si ammette come tale? .  
La fine dell'Unione Sovietica dimostra la validità di  questa tesi, un sistema basato sulla bugie era inefficiente e alla fine è imploso.
Fosse così semplice, come se nel nostro sistema capitalistico  il sistema del feticcio delle merci e dei bisogni indotti non si regga su mezze verità e plateali menzogne...
bisognerebbe fare una discussione filosofica su cosa è la verità, diciamo che la verità sono i fatti che avvengono nel mondo.
Prendiamo per esempio il miracolo di san Gennaro che si ripete ogni anno.
E’ un fatto che il sangue di san Gennaro si liquefa, il problema è il significato da attribuire a questo fatto. A me sinceramente non me ne frega niente, così come non mi fregano  niente le madonne che piangono e i sacri cuori che sanguinano.
Erroneamente posso dire che non credo alla verità del  miracolo, in realtà non gli attribuisco nessun significato, che sia vera o no la liquefazione del sangue, quali che siano le cause di questo fenomeno soprannaturale o naturale.
Anche quelli che ci credono, attribuiscono erroneamente al miracolo una verità perché per loro  ha un significato molto importante.
Le chiese e le religioni e milioni di persone al mondo,  vanno avanti da secoli su colossali menzogne o perlomeno su verità non dimostrate eppure non sono collassate come l’unione Sovietica come mai?.
Perché creano comunità, senso di identità e di differenza, corrispondono a dei bisogni, dicono quello che uno desidera sentirsi dire, e danno un significato al nostro soffrire…
Quindi anche le bugie sono efficaci, e la percezione è tanto importante quanto la verità. Non continuiamo noi a ripetere che è il sole che tramonta perché così è la nostra percezione, mentre è la terra che ruota intorno al sole?.

Quindi temo che non basti rispondere con la verità alle bugie di Trump,  tuttavia non voglio dire che non bisogna continuare a farlo, resistere e continuare a sostenere quello che noi consideriamo verità a costo della tortura: eppur si muove.